La cinofilia a stelle e strisce, migliore? Peggiore?

 
 
 
 
 
   a cura di Piergiorgio Lievore
FLORIDA    2004...
 
 

FLORIDA: DELFINI ...GIUDICI...

Principalmente differente, per quanto possa esserlo pur rimanendo sempre un’esposizione di cani.

Quindi cani, espositori, handler e giudici naturalmente, ma con una concezione ispirata scientificamente, quasi matematicamente, allo show ed al business che ne deriva.

Lo respiri quando vedi che c’è una società itinerante di professionisti per allestire i ring, come per il servizio dei commissari di ring.

Nel ring, piccolo o grande, ti accorgi che il lavoro di handling è mediamente superiore, sia da parte dei ben più numerosi professionisti, qui tutti presenti,  sia dai proprietari che hanno fatto meglio i compiti a casa.

Ma anche qui con un po’ più di tempo a disposizione, capisci che i cani sono sì meglio presentati, ma ogni razza quasi alla stessa maniera, risultando quindi per noi europei, stranamente uniformi.

    PETER GREEN

FLORIDA: SHOW  E  DIVERTIMENTO ...

Ma per meglio inquadrare il fenomeno cinofilo a stelle e strisce, non possiamo omettere un’analisi quantitativa che rende maggiormente palese i profili dello stesso. Che effetto vi fa sapere che la prima razza per iscrizioni annuali è il Labrador? Nessuno, e se vi dico che sono 144.934 compreso quello dell’ex presidente naturalmente? Per un totale complessivo tra tutte le razze di 1.000.000 di cani l’anno.

Ma torniamo alle expo, cosa dire dei cani? Non scopro l’America, scusate il gioco di parole, se dico che alcune razze, una per tutti i boxer, sono profondamente diverse rispetto alle stesse da noi; l’elemento che porta ad un altro livellamento è che quasi tutte sono selezionate spostando il tiro dalla tipicità al movimento, allo show appunto, anche talvolta esagerando. Colli più lunghi, gran cura e importanza data al mantello, non vedi un pelo lungo manco a morire, ben poco è lasciato al caso. Il dilettante allo sbaraglio qui ha ben poche chances.

Per noi quasi incredibile, non solo avere degli orari ben definiti di presentazione dei cani, ma ancora di più la scrupolosità con cui vengono applicati, favorendo anche così un afflusso scaglionato alla stessa esposizione così lontano dal nostro ammassarsi “a li mejo posti” del mattino.

 Il circuito di gennaio della Florida a cui abbiamo partecipato è senza dubbio tra i principali se non il più importante, perché è il primo con le classifiche annuali azzerate, quindi tutti a iniziare la lotta per il top di razza o di gruppo o assoluto. Ma anche perché ci sono 15 show consecutivi e con un clima invitante rispetto al rigido inverno del nord, e non ultimo perché precede l’evento dell’anno Westminster, “la madre di tutti gli show”. In questo periodo sia nei ring sia nelle pubblicità nei giornali specializzati (900$ per una pagina su un settimanale!), ci si crea quella “notorietà”, si consolida il binomio handler cane, che al 99% porterà a risultati nel resto dell’anno, e in ben pochi casi tutto ciò non peserà in maniera determinante.

 

Ma torniamo a noi, siamo rimasti affascinati già dai parcheggi con decine di motor home da favola, dalle macchinine da golf per muoversi da un ring all’altro, e perché no da come si vive in maniera anglosassone il bordo ring,  dalla qualità di ogni prodotto o servizio offerto, dal merchandising, allo sponsor che ti accalappia offrendoti la colazione, al podio infiorato per le foto ufficiali; tutto finalizzato alla qualificazione del prodotto show, a pagamento naturalmente, perché, anche se svalutato, il dollaro qui è sempre lui che fa girare il mondo, anche cinofilo, “of course”.

Ma le vacanze, pur se lunghe, volano e al momento di tornare in Italia Fede ed Io abbiamo avuto la sensazione di lasciare un vero e proprio parco dei divertimenti per tornare alla realtà; peggiore? Migliore? Semplicemente differente!

 
FLORIDA: DIVERTIMENTO E  SHOW  ...
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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