Cinofilia Italiana

mercoledì 17 dicembre 2008

EXPO INTERNAZIONALE di ATHENE

29/30 Novembre 2008

Un Siberian sull’Olimpo di C. Ferraris & L.De Liedekerke

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Grande impegno

L’Acropolis Trophy è la più grande esposizione greca. Sono due internazionali che si svolgono durante lo stesso fine settimana ad Atene. L’OKA o gruppo cinofilo ateniese non poteva scegliere un nome migliore per battezzare la sua esposizione. 2 CACIB in due giorni. Anche se vi erano circa 400 cani (3632 il primo giorno e 410 il secondo), la mostra è molto bene organizzata. A volte non è il numero dei cani che da all’appuntamento cinofilo l’aggettivo “grande” o “bello”. Ci sono gruppi cinofili che hanno una lunga storia, altri che sono nati un po’ più tardi. Il Kennel club greco nasce ufficialmente nel 1984 ma se guardiamo un po’ più indietro nella storia scopriamo che ce n’era già uno nel 1954. Con il golpe del 1967 molte attività culturali e sportive cessarono. Fra queste sparirono tutte le esposizioni canine. L’allevamento canino rallento moltissimo. Gli appassionati cinofili dovettero aspettare fino al 1974 per rivedere qualche cosa germogliare di nuovo. 10 anni di ripresa fino al 1984 quando il club prese il nome definitivo di Ente Cinofilo Greco. E’ solo nel 1999 che diventa un membro della FCI a tutti gli effetti. Poco a poco i gruppi cinofili locali rispuntarono fuori. L’OKA nasce nel 1993. Con l’edizione 2008 l’OKA festeggiava i suoi 15 anni. Per sottolineare l’avvenimento il gruppo cinofilo ha offerto a tutti i presenti cioccolata locale e confetti. Una calorosa accoglienza soprattutto per la gente che era venuta non solo dall’altra parte della strada ma anche da lontano.

L’OKA sta mettendo tutto il suo impegno per invogliare i proprietari di cani ad esporre i loro beniamini. La maggior parte dei giudici provengono dall’estero. Questo permette ai Greci di avere una altra opinione sul loro cane esposto. Bisogna uscire dalla frontiere e non restare rinchiusi nel proprio paese. 400 cani iscritti non è certo un gran numero rispetto a quello nostro (anche se è in discesa) ma ha il suo aspetto positivo. Il giudice ha una cinquantina di cani da giudicare e dunque ha più tempo per soffermarsi su ognuno di loro. L’OKA ha dunque chiesto ai giudici di fare un commento alla fine di ogni razza affinché gli espositori potessero capire il perché del loro molto buono o del loro eccellente. Questo permetterà ad ogni proprietario di uscire dall’esposizione avendo imparato qualche cosa. Una opportunità che, haimè, da noi si è un “po’ persa”. Come migliorare se nessuno ci spiega dove sbagliamo? La mostra deve essere ovviamente una competizione ma dovrebbe essere anche una scuola. I giudici hanno anche sottolineato che oltre a loro vi sono anche i commissari di ring che dispongono di maggior tempo per riempire i cartellini. Questi venivano compilati regolarmente e consegnati alla fine di ogni razza. Basta quelle code e quelle lamentele alla fine della giornata quando tutti siamo stanchi e magari un po’ nervosetti perché abbiamo perso. Visto che il greco non è parlato da molti giudici la lingua base della mostra è stato l’inglese. I giudici dettavano il loro giudizio al commissario di ring che poi lo traduceva in greco al momento delle spiegazioni. Non vi sono ancora dei commissari di ring ufficiali e quelli interpellati erano tutti dei volontari, un po’ come succede anche in Italia.

La vita espositiva è relativamente giovane. Per invogliare altre persone ad avvicinarsi al mondo cinofilo, il Gruppo Cinofilo Ateniese ha invitato tutti i bambini delle scuole elementari a visitare la mostra. I bambini sotto i 12 anni non pagavano il biglietto. Il risultato è stato che durante la giornata di domenica la mostra era piena di “cinofili juniores”. Il presidente dell’OKA, Signor Adam Danelis (giudice di esposizioni), ci ha spiegato che qualche cosa deve essere fatto per cambiare la mentalità greca. Se camminiamo per la strada è difficilissimo incontrare della gente con il loro cane al guinzaglio. La maggior parte di loro tiene il cane sul balcone o addirittura in casa come un gatto. Noi stessi abbiamo esperimentato la cosa con il nostro cane a guinzaglio per le strade di Atene. Non potete immaginare le diverse reazioni che i greci hanno avuto davanti al nostro piccolo cane. Vi era un miscuglio fra paura, disorientamento, sorpresa e curiosità. Paura e disorientamento perché il cane al guinzaglio non fa parte dei loro incontri quotidiani. Sorpresa e curiosità perché un cane ben tenuto è sempre qualche cosa di bello. Le reazioni dei bambini alla mostra sono sempre state molto positive e piene di ammirazione. Cani amati con un ottimo carattere; cani lavati, puliti e spazzolati; cani di tutte le forme, colori e con mantelli diversi. Anche se il loro inglese è ancora scolastico, erano tutti ben fieri di riuscire ad utilizzare il loro vocabolario per fare delle domande sui tutti quei beniamini. Spesso l’entusiasmo contaminava anche i genitori, non sempre capaci di esprimersi in inglese. Un dialogo nuovo basato soprattutto su “posso toccarlo?” “e’ cattivo?”, “di che razza è?” o “come si chiama?”. Alcuni visitatori mi hanno spiegato che per loro era la prima volta che andavano a vedere una mostra di cani. Ad Atene si vedono molti cani vagabondare (un po’ come i gatti nel Foro Romano). Questi non hanno né razza né padrone.

Il fenomeno del cane vagabondo è molto comune ad Atene.

 

Quando si va a visitare il Partendone o un’altra zona archeologica è assai normale di vedere un cane accucciato all’ombra di un olivo o seduto su una pietra. Questi guardano impassibili l’andirivieni dei turisti. Per loro il turista non è fonte di vitto. Per limitare questo fenomeno il comune ha deciso alcuni anni fa di “adottare” questi cani senza casa. Li ha sterilizzati e classificati. Così ogni cane ha un collare con una targhetta dove vi è il suo numero di iscrizione (tatuaggio?). Il color blu per il maschio, il rosso-rosa per la femmina. Non si può parlare di una razza locale, sono tutti diversi un dall’altro ma tutti in ottima salute. Non si ha l’impressione di trovarsi davanti ad animali abbandonati, ma a cani molto indipendenti che vivono accanto all’uomo ma che non cercano la sua presenza. Ecco il grande interesse dei visitatori davanti a dei cani socievoli. E perché un così gran numero di persone ha risposto all’invito dell’OKA, una risposta superiore a quella che si aspettavano. Poco a poco l’immagine del cane da compagnia sta cambiando. Per accogliere la gente il gruppo cinofilo ateniese aveva stampato un opuscoletto con tutte le razze presenti. Di fianco a ciascuna di esse la lista degli espositori presenti alla mostra. Come possiamo immaginare l’essere umano senza il suo fedele Fido? Se torniamo indietro nella storia greca scopriamo quanto era importante il cane per i bambini. Possiamo trovare molte testimonianze nel museo archeologico di Atene. Sulle lapidi del 400 A.C. possiamo vedere spesso un bambino in compagnia del suo cane oppure di un altro piccolo animale come un uccellino

Riassumendo tutti questi punti possiamo dire che anche con “soli” 400 cani, l’esposizione di Atene è una grande scuola o una grande ambasciatrice nel nostro amico a quattro zampe. Continua >

 

 

 

 

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