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Grande impegno
L’Acropolis Trophy
è la più grande esposizione greca.
Sono due internazionali
che si svolgono durante lo stesso fine settimana ad
Atene. L’OKA o gruppo cinofilo ateniese non poteva
scegliere un nome migliore per battezzare la sua
esposizione. 2 CACIB in due giorni. Anche se vi
erano circa 400 cani (3632 il primo giorno e 410 il
secondo), la mostra è molto bene organizzata. A
volte non è il numero dei cani che da
all’appuntamento cinofilo l’aggettivo “grande” o
“bello”. Ci sono gruppi cinofili che hanno una lunga
storia, altri che sono nati un po’ più tardi. Il
Kennel club greco nasce ufficialmente nel 1984 ma se
guardiamo un po’ più indietro nella storia scopriamo
che ce n’era già uno nel 1954. Con il golpe
del 1967 molte attività culturali e sportive
cessarono. Fra queste sparirono tutte le esposizioni
canine. L’allevamento canino rallento moltissimo.
Gli appassionati cinofili dovettero aspettare fino
al 1974 per rivedere qualche cosa germogliare di
nuovo. 10 anni di ripresa fino al 1984 quando il
club prese il nome definitivo di Ente Cinofilo
Greco. E’ solo nel 1999 che diventa un membro della
FCI a tutti gli effetti. Poco a
poco i gruppi cinofili locali rispuntarono fuori.
L’OKA nasce nel 1993. Con l’edizione 2008
l’OKA festeggiava i suoi 15 anni. Per sottolineare
l’avvenimento il gruppo cinofilo ha offerto a tutti
i presenti cioccolata locale e confetti. Una
calorosa accoglienza soprattutto per la gente che
era venuta non solo dall’altra parte della strada ma
anche da lontano.
L’OKA sta mettendo tutto il suo impegno per
invogliare i proprietari di cani ad esporre i loro
beniamini. La maggior parte dei giudici provengono
dall’estero. Questo permette ai Greci di avere una
altra opinione sul loro cane esposto. Bisogna uscire
dalla frontiere e non restare rinchiusi nel proprio
paese. 400 cani iscritti non è certo un gran numero
rispetto a quello nostro (anche se è in discesa) ma
ha il suo aspetto positivo. Il giudice ha una
cinquantina di cani da giudicare e dunque ha più
tempo per soffermarsi su ognuno di loro. L’OKA ha
dunque chiesto ai giudici di fare un commento alla
fine di ogni razza affinché gli espositori potessero
capire il perché del loro molto buono o del loro
eccellente. Questo permetterà ad ogni proprietario
di uscire dall’esposizione avendo imparato qualche
cosa. Una opportunità che, haimè, da noi si è un
“po’ persa”. Come migliorare se nessuno ci spiega
dove sbagliamo? La mostra deve essere ovviamente una
competizione ma dovrebbe essere anche una scuola. I
giudici hanno anche sottolineato che oltre a loro vi
sono anche i commissari di ring che dispongono di
maggior tempo per riempire i cartellini. Questi
venivano compilati regolarmente e consegnati alla
fine di ogni razza. Basta quelle code e quelle
lamentele alla fine della giornata quando tutti
siamo stanchi e magari un po’ nervosetti perché
abbiamo perso. Visto che il greco non è parlato da
molti giudici la lingua base della mostra è stato
l’inglese. I giudici dettavano il loro giudizio al
commissario di ring che poi lo traduceva in greco al
momento delle spiegazioni. Non vi sono ancora dei
commissari di ring ufficiali e quelli interpellati
erano tutti dei volontari, un po’ come succede anche
in Italia.
La
vita espositiva è relativamente giovane. Per
invogliare altre persone ad avvicinarsi al mondo
cinofilo, il Gruppo Cinofilo Ateniese ha invitato
tutti i bambini delle scuole elementari a visitare
la mostra. I bambini sotto i 12 anni non pagavano il
biglietto. Il risultato è stato che durante la
giornata di domenica la mostra era piena di
“cinofili juniores”. Il presidente dell’OKA, Signor
Adam Danelis (giudice di esposizioni), ci ha
spiegato che qualche cosa deve essere fatto per
cambiare la mentalità greca. Se camminiamo per la
strada è difficilissimo incontrare della gente con
il loro cane al guinzaglio. La maggior parte di loro
tiene il cane sul balcone o addirittura in casa come
un gatto. Noi stessi abbiamo esperimentato la cosa
con il nostro cane a guinzaglio per le strade di
Atene. Non potete immaginare le diverse reazioni che
i greci hanno avuto davanti al nostro piccolo cane.
Vi era un miscuglio fra paura, disorientamento,
sorpresa e curiosità. Paura e disorientamento perché
il cane al guinzaglio non fa parte dei loro incontri
quotidiani. Sorpresa e curiosità perché un cane ben
tenuto è sempre qualche cosa di bello. Le reazioni
dei bambini alla mostra sono sempre state molto
positive e piene di ammirazione. Cani amati con un
ottimo carattere; cani lavati, puliti e spazzolati;
cani di tutte le forme, colori e con mantelli
diversi. Anche se il loro inglese è ancora
scolastico, erano tutti ben fieri di riuscire ad
utilizzare il loro vocabolario per fare delle
domande sui tutti quei beniamini. Spesso
l’entusiasmo contaminava anche i genitori, non
sempre capaci di esprimersi in inglese.
Un dialogo nuovo basato
soprattutto su “posso toccarlo?” “e’
cattivo?”, “di che razza è?” o “come si chiama?”.
Alcuni visitatori mi hanno spiegato che per loro era
la prima volta che andavano a vedere una mostra di
cani. Ad Atene si vedono molti cani vagabondare (un
po’ come i gatti nel Foro Romano). Questi non hanno
né razza né padrone.
Il
fenomeno del cane vagabondo è molto comune ad Atene. |
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Quando si va a visitare il Partendone o un’altra
zona archeologica è assai normale di vedere un cane
accucciato all’ombra di un olivo o seduto su una
pietra. Questi guardano impassibili l’andirivieni
dei turisti. Per loro il turista non è fonte di
vitto. Per limitare questo fenomeno il comune ha
deciso alcuni anni fa di “adottare” questi cani
senza casa. Li ha sterilizzati e classificati. Così
ogni cane ha un collare con una targhetta dove vi è
il suo numero di iscrizione (tatuaggio?). Il color
blu per il maschio, il rosso-rosa per la femmina.
Non si può parlare di una razza locale, sono tutti
diversi un dall’altro ma tutti in ottima salute. Non
si ha l’impressione di trovarsi davanti ad animali
abbandonati, ma a cani molto indipendenti che vivono
accanto all’uomo ma che non cercano la sua presenza.
Ecco il grande interesse dei visitatori davanti a
dei cani socievoli. E perché un così gran numero di
persone ha risposto all’invito dell’OKA, una
risposta superiore a quella che si aspettavano. Poco
a poco l’immagine del cane da compagnia sta
cambiando. Per accogliere la gente il gruppo
cinofilo ateniese aveva stampato un opuscoletto con
tutte le razze presenti. Di fianco a ciascuna di
esse la lista degli espositori presenti alla mostra.
Come possiamo immaginare l’essere umano senza il suo
fedele Fido? Se torniamo indietro nella storia greca
scopriamo quanto era importante il cane per i
bambini. Possiamo trovare molte testimonianze nel
museo archeologico di Atene. Sulle lapidi del 400
A.C. possiamo vedere spesso un bambino in compagnia
del suo cane oppure di un altro piccolo animale come
un uccellino
Riassumendo tutti questi punti possiamo dire che
anche con “soli” 400 cani, l’esposizione di Atene è
una grande scuola o una grande ambasciatrice nel
nostro amico a quattro zampe.
Continua
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