Cinofilia Italiana

giovedì 03 luglio 2008

EXPO INTERNAZIONALE di BRUXELLES

21 22 Giugno 2008

di Costanza Ferraris

Correzioni:  webmaster@cinofilia-italiana.it

Contatti:     info@cinofilia-italiana.it

Guillermo:   guillermo@cinofilia-italiana.it   

Patrizia:     patrizia@cinofilia-italiana.it

 
 

Dall’apparecchio fotografico ad espositrice

Dopo vari anni nascosta dietro l’apparecchio fotografico ad immortalare i vincitori dei raggruppamenti per questo o quell’altro giornale, qualche tempo fa ho deciso di cambiare la mia giacchetta di fotografa con quella un po’ più elegante di espositrice. Avevo puntato su una razza non molto conosciuta in Italia, lo Schipperke che avevo conosciuto un giorno di molti anni fa a Rimini quando facevo il commissario di ring per il giudice Angelo Tavazzani. Una piccola razza tutta nera che faceva parte del gruppo nono, Cani da Compagnia. All’epoca lo Schipperke era sinonimo della Rosa di Santerno di Tullio Chierici. O l’inverso? Il fatto sta che dove c’era Tullio c’erano gli Schipperke. Chissà quanti titoli mondiali ha fatto..?

Chissà quanti campioni in tutta la sua carriera..? Il sangue del suo allevamento correva in molti cani degli anni 60-80. Vari anni più tardi scrissi una monografia sullo Schipperke per un giornale italiano. Per farlo, visitai in Belgio vari allevamenti. L’articolo fu pubblicato nel 1996 e nel 1997 partecipò ad un concorso giornalistico dell’ENCI, dove ricevette un premio speciale. D’allora molti anni sono passati, ma il mio Schipperke era sempre rimasto con me ma solo in formato fotografico. Un po’ i viaggi, un po’ il lavoro non mi permettevano di concretizzare il mio sogno. Il destino mi portò a sposare un Belga, ma continuammo a viaggiare. Entrambi eravamo appassionati di cani. Decidemmo così di prendere uno Schipperke. Dopo una serie di visite la scelta fu fatta. La nostra Schipperke avrebbe avuto la nazionalità francese. Altro ché carta. Lo Schipperke vero era molto più divertente di quello descritto nell’articolo che da razza da compagnia era passata nel gruppo dei cani da pastori. Ben fatto, visto che di cane da compagnia ne ha ben poco, a parte la taglia.

A nove mesi Atilla, il nostro Schipperke iniziò a frequentare le mostre con la sottoscritta. Dall’Europea di Helsinki ritorna con il titolo di giovane campionessa europea. Qualche settimana dopo è proclamata miglior giovane femmina (“Princesse”) al raduno degli Schipperke in Belgio. Un po’ di viaggi ed ecco che all’inizio di quest’anno vengono omologati il titolo di campionessa italiana e internazionale. Resta a  terminare il titolo belga e quello della Repubblica di San Marino. Decidiamo così di iscriverla all’Internazionale di Bruxelles anche perché la settimana dopo il Club dello Schipperke Belga organizzava il suo raduno. Due esposizioni in una settimana, due possibilità di vincere l’ultimo CAC. L’Internazionale di Bruxelles, più conosciuta come Dog Show, l’avevo già visitata con il mio apparecchio fotografico. Questa volta arrivavo anche con il mio cane. Entrare con un cane non è la stessa cosa che entrare come giornalista. Bisogna rispettare gli orari, entrare dalla porta giusta, passare il controllo veterinario, prendere il catalogo e cercare il ring e non uno qualsiasi. Vi sono molte internazionali ma solo alcune hanno la maiuscola come il Winner (Amsterdam), le Championnat de France (Francia)  o il Dog Show di Bruxelles (Belgio). Lì vi sono più di 3.000 cani e nel ring non si è da soli.

 

 
 

 
 

 

 

 
 

Vi sono molti più cani per ogni razza. Anche Atilla non era sola. Entrare nel ring con altri cani della stessa razza è molto più bello. Non basta entrare, essere giudicati ed uscire con il CAC, CACIB o BOB, in questi casi la concentrazione è più alta. Chi sarà il più bello o la più bella? Ogni dettaglio ti può far guadagnare una posizione. Ecco i maschi che passano, alcuni sono veramente senza pelo. Nelle femmine lo si nota di meno. In Belgio il CAC viaggia in coppia con il CACIB. Chi vince uno, vince anche l’altro.

Si può vincere il CAC anche in classe campione. Mi chiedo a che cosa serve a questo punto avere una classe libera e una campione visto che alla fine si richiamano nel ring il vincitore delle due classi per il CAC e il CACIB. Non vedendo la differenza Atilla era stata iscritta in classe campione. Volevo il CAC per concludere il campionato e per averlo Atilla doveva essere proclamata miglior femmina. Ancora un giro ed ecco che il giudice arriva con la coccarda tricolore, il CACIB e il famoso CAC per concludere il campionato belga. “Non si muova, ora c’è lo spareggio” mi dice il commissario di ring. Uno, due e tre giri ed ecco che il BOB si aggiunge al CAC. Il giudice P. Jentgen (L) spiega il perché delle varie scelte.

E’ bello vincere, ma è ancore più bello quando ci sono altri soggetti. Vincere nelle terra della razza  rende l’emozione è ancora più bella perché si sa che questi giudici sono più abituati a giudicare uno Schipperke. Dopo le felicitazioni di Mme Agnès Pollet, giudice della razza e attuale segretaria del club dello Schipperke in Belgio, mio marito, il cane ed io andiamo a riposarci sulla gradinata con un bel panino, ammirando le evoluzioni nel ring d’onore. Poco a poco i vari gruppi sfilano: baby, cuccioli, giovani e veterani. L’emozione era grande. Eppure quante volte ero già entrata in un ring d’onore con il mio cane? In Belgio il mio cane aveva già vinto una RBOG. Giocando in casa della razza le critiche sono sempre più dure. Al centro del ring lo stesso giudice che aveva giudicato la razza. Positivo o negativo? 

I cani erano già stati tutti visti nel pre ring. Uno più bello dell’altro. Di solito lo Schipperke entra dopo i quattro Pastori Belgi e prima del Pastore Tedesco. Brutta posizione. Il mio cane è piccolo e cammina a suo ritmo e spesso viene superato dalle altre razze che camminano con un passo più lungo perché più grandi. Non è semplice per il mio cane di camminare con il naso di Rin Tin Tin incollato nel posteriore. L’ho fatto notare varie volte ma la lista delle razze della FCI vuole che lo Schipperke sia in quella posizione. Ho domandato così allo steward se era possibile di farmi fare almeno qualche passo nel ring prima di fare entrare la razza tedesca.

Con mia grande sorpresa scopro che le razze nel pre ring vendono divise in grandi, medie e piccole per poi raggrupparle in nazioni. Così per la prima volta abbiamo sfilato insieme allo Shetland, al Corgi e al Pastore dei Pirenei senza l’affanno di avere dietro di noi un grosso cane.

Continua >

 

 

 

 

 

C.I.Web Copyright © 2003-08 - Web Design by PROVOKARTI

 

www.servicont.com