Un po’ di storia
Komáron
era una città tranquilla che si
trovava sulle due rive del Danubio
fino al 4 giugno 1920 quando con il
trattato del Trianon la città fu
divisa in due parti. Quel trattato
tolse all’Ungheria i due terzi del
suo territorio e metà della sua
popolazione. Komóron fu tagliata in
due. Il centro storico si trova
nell’attuale Slovacchia e si chiama
Komarno, mentre la parte agricola è
rimasta in Ungheria ed è lì che si è
svolta la manifestazione canina. Le
due parti benché divise dal grande
Danubio sono rimaste collegate dal
ponte Elisabeth che ha continuato a
unire le due parti della città. Per
anni gli abitanti hanno attraversato
il ponte per andare a messa o per
fare la spesa in bicicletta, in
calesse, in trattore o in macchina e
con tanto di passaporto. Ora la
frontiera non esiste più grazie al
trattato di Schengen, ma continuano
a sopravvivere i botteghini del
cambio che oltre a cambiare gli euro
in forint, la moneta
ungherese (prima del 1946 si
chiamava pengó) e viceversa
vendono le vignette per circolare
sulle autostrade ungheresi.
L’atmosfera è assai curiosa. A
destra e a sinistra si vedono le
indicazioni per l’acquisto di questa
vignetta che dovrebbe essere rossa.
Non ha neanche un anno questa
neonata ungherese ma già è sparita
dalla circolazione. I turisti si
spostano da un botteghino all’altro
gesticolando cercando di far capire
che desiderano avere questo “lascia
passare autostradale”, un po’ come
avviene in Svizzera per chi entra
nel paese per la prima volta. Ma
dall’altra parte i monoglotti ti
dicono che non ne hanno più. Ci si
sposta verso un altro botteghino per
avere la stessa risposta. In torno
non c’è l’anima di un poliziotto per
avere una risposta ufficiale. Alcuni
turisti stanchi di gesticolare
cercano di fasi forza fra di loro.
Che fare? I più diffidenti decidono
entrare in Ungheria senza bollino,
gli altri più fiduciosi danno il
numero di targa, pagano e ricevono
uno scontrino fiscale. Né sul
versante slovacco né sul versante
austriaco vi è scritto niente sul da
farsi. Non si può pretendere che le
frontiere cadano tutte nello stesso
giorno: Nel 1993 l’Ungheria diventa
membro associato dell’Unione Europea
ed è soltanto da 5 anni (1 maggio
2004) che è entrata a far parte
dell’unione Europea. Chi va piano va
sano e va lontano. E il Danubio lo
sa.
Sia
Komáron che Komarno sono due
cittadine tranquille. Entrambe si
affacciano sul grande Danbubio che
non è tanto blu come quello di
Strass ma un po’ terroso perché è
proprio qui che si getta il Váh, un
affluente slovacco. Con la sua acqua
ingrandisce ancora di più il re
europeo dei fiumi. Un fiume che
dalla Germania arriva in Romania
segnando una parte della frontiera
ungherese e tagliando il paese in
due.
Komárno
è nata sull’acqua, oltre a quella
“blu” vi è anche quella termale. Vi
sono piscine di tutte le dimensioni
e temperature perché in questa
regione vi sono molte sorgenti di
acque calde (52°C) sulfuree, ottime
per le articolazioni e i reumatismi.
Per chi ama la bicicletta, le piste
ciclabili riuniscono diversi paesi.
In Ungheria le due ruote sono ancora
molto utilizzate.
Un po’
in periferia troviamo il monumento
più importante della città: il forte
“Monostori Eröd”. Koórom è un
avamposto per la difesa di Vienna.
Conobbe le guerra di Napoleone,
quando occupò Vienna nel 1809. Fu
proprio in questa occasione che
l’Austria decise di rinforzare la
difesa costruendo un forte capace di
accogliere 200.000 persone. Una
parte di questo forte si trova nella
parte slovacca fra il Danubio e i
Váh e l’altra, la più grande, sulla
sponda ungherese. Questa è divisa in
tre parti: Igmándi eröd, Csillag
eröd e Monostori eröd. E’ nella
terza che si è svolta l’esposizione
canina. |