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Brive è una delle
esposizioni canine più amate
nella regione. La sua posizione
centrale gioca in suo favore
come anche il parco ombreggiato
con tanto di padiglione
fieristico e di parcheggio
sotterraneo. Questi atout
le hanno permesso di accedere al
livello « internazionale » da
alcuni anni. La SCC è ben chiara
per mantenere lo statuto
internazionale bisogna restare a
quota 1500 cani, altrimenti si
retrocede.
Cosa non facile visto il numero
decrescente delle iscrizioni. Le
mostre speciali ospitate
nell’ambito della mostra sono
sempre ben viste dagli
organizzatori perché richiamano
l’attenzione di diversi
espositori che altrimentri non
si sposterebbero. Questo non
vuol dire però che una mostra
con in paglio solo il CAC sia di
seconda categoria, anzi basta
vedere la Nazionale di Libourne
oppure quella di Cahors dove il
livello dei cani è veramente
alto.
Questo
anno
Brive si è svolta a « porte
aperte ». Non solo non si pagava
il biglietto ma non vi era
neanche l’entrata. In questo
periodo dove il pubblico che
frequenta le mostre canine non è
molto numeroso, sono diverse le
esposizioni che optano per l’ingresso
gratuito, ma Brive ha deciso di
economizzare anche sulle
transenne che limitavano la zona
fieristica. Così, una volta
finiti i giudizi ognuno era
libero di ritornare a casa
oppure di restare fino alla fine
del BIS.
Da quando la FCI ha detto che le
mostre internazionali devono
avere anche una giuria
proveniente da diversi paesi,
anche Brive si è adeguata
invitanto il Belgio, la
Germania, l’Italia (Avv. Adriana
Griffa), la Spagna e la Svezia.
Se per l’Italia non è una cosa
nuova avere una giuria
internazionale, la Francia si è
dovutaa adeguare al regolamento.
Non facile trovare dei
commissari e dei segretari
plurilingue con tanto di
competenze cinofile.
Il sole ha voluto dare un tocco
luminoso a tutta la
manifestazione dopo quasi due
mesi di assenza. La pioggia dopo
aver bagnato e, pultroppo, anche
innondando varie zone regioni,
ha deciso di prendersi un fine
settimana di riposo. Questo
cambio metereologico ha fatto sì
che la gente ha preferito la
gita in campagna alla mostra
cinofila.
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