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Parcheggio quasi
inesistente. Per una mondiale ci voleva qualcosa di
più grande. La scelta è andata sul quartiere
fieristico di Villepinte a Nord di
Parigi. Due uscite di autostrada, stazione
metropolitana, ampio parcheggio, buona scelta di
alberghi, ampia struttura fieristica. Bastava
fare una prova per vedere se la scelta era
quella giusta. La prova generale è stata fatta
questo anno con il Campionato Francese, la più
grossa manifestazione nazionale.
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Gli
ingredienti c’erano tutti
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Il Palazzo delle
esposizioni ricorda un po’ quello del
Crufts: padiglioni molto ampi con tanto di aria
condizionata che funzionava. La SCC non voleva
ripetere la sauna dell’anno scorso dove giudice,
espositori e visitatori grondavano sotto i 40°C.
Senza parlare dei cani. Un punto in favore visto
i 42àC esterni. Vietato lasciare i cani in
macchina. Delle persone facevano la ronda con
autorizzazione di rompere i vetri in caso un
cane si trovasse in pericolo di vita in una
macchina. Una speaker ricordava di non lasciare
i cani in macchina. Giusto ma cosa fare se non
si può lasciare il cane a casa? Una classe fuori
concorso permetterebbe ai padroni di fare
entrare anche i cani che non intendono esporre.
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Il parcheggio
è molto grande, sembra quasi un labirinto. Di
spazio ce ne è tanto ma di entrate per gli
espositori ve ne era una sola e per di più male
indicata per chi arrivava da Bruxelles. Se
l’entrata visitatori è ben segnata quella degli
espositori lasciava a desiderare. Neanche un
cartello che indicava come orientarsi in tutto
quel budello di strade, stradine e stradette.
Come tutti i parcheggi, neanche una pianta
dunque niente ombra. Se non si apriranno altri
varchi, preparatevi a fare la coda. Quelli che
sono andata alla Europea di Budapest hanno già
fatto l’esperienza.
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La giuria era composta da una sessantina di giudici
proveniente quasi tutti dall’Europa. Molti erano
quelli conosciuti ma vi erano anche giudici dal
nome e dal viso nuovo e visto che sul catalogo
non sono segnate le nazioni di provenienza ahimè
anche di provenienza ignota.
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I segretari e
gli interpreti ufficiali sono una novità. Da
qualche anno la SCC si è resa conto
dell’importanza di formare delle persone per
svolgere questi compiti. L’ente non poteva
sempre fare riferimento ad un volontario di un
club di razza. Così da due anni gli enti
cinofili fanno dei corsi per commissari di ring.
Ottima iniziativa che, anche se nuova, sta dando
già i suoi frutti. Ora si tratta soltanto di
perfezionarla evitando delle cose come: giudice
inglese e segretario francese alla prima
esperienza, segretario di ring con moglie
espositrice nello stesso ring, mamma segretaria
e figlia espositrice nello stesso ring. A
differenza dell’Italia, i commissari non hanno
ancora un libretto ma sono spesati se vengono da
lontano (notte in albergo). Un dieci e lode
all’organizzazione che è riuscita a trovare
degli interpreti di lingue poco parlate e a
rimediare a delle grosse lacune all’ultimo
momento.
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I ring erano una sessantina ogni giorno di dimensioni
ampie. Tutto intorno vi erano delle sedie a
disposizione del pubblico o degli espositori in
attesa di entrare nel ring. All’entrata del ring
era segnato l’ordine di passaggio delle razze.
Sono stati in molti a criticare la cosa. E’ vero
che l’orario permetteva di sapere a che ora
bisognava presentarsi in bordo ring ma perché
arrivare alle 8.00 di mattina se poi la razza
era giudicata alle 13.30? Perché interrompere i
giudizi per la pausa pranzo se mancavano
soltanto sei cani da giudicare? Vicino
all’orario sono in molti che avrebbero voluto
avere la lavagna con i risultati dei giudizi. La
SCC non ha ritenuto necessaria la cosa perché i
risultati apparivano regolarmente su internet. I
commissari di ring compilavano regolarmente il
foglio dei risultati. Una volta la razza finita
mettevano il foglio su un leggio. Degli steward
in pattini a rotelle passavano regolarmente nei
ring per recuperare questi fogli e portarli
nella sala computer. Lì venivano inseriti sul
sito CEDIA (www.cedia.fr).
La lavagna però permette al pubblico di seguire
i giudizi da più vicino e magari di correggere
qualche distrazione di commissari di ring in
erba. L’organizzazione eviterebbe così di
trovarsi con delle razze dove il CAC, il CACIB o
il BOB è stato assegnato dal giudice ma non
inserito dal segretario di ring per distrazione
oppure per non esperienza.
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Ingredienti da migliorare
Se gli ingredienti
precedenti erano di buona qualità vene sono
alcuni che a seconda di molti addetti ai lavori
dovrebbero essere migliorati e presto.I due ingredienti
che hanno avuto le critiche più dure sono stati
due. La giornata è lunga e il vitto è molto
importante per recuperare le energie. Pochi i
posti dove mangiare. Il ristorante anche se
aveva un menù ricco non era pronto a ricevere un
numero di clienti così grande. Per fortuna che
non c’erano molti visitatori. Dove andare per il
caffé? E se si voleva mangiare soltanto un
panino? Forse è meglio portarsi una scorta da
casa. Anche i giudici hanno detto la loro,
soprattutto quelli che dovevano riprendere i
giudizi. La pausa durava un ora ma in quei 60
minuti sono stati in molti ad aver mangiato
soltanto l’antipasto ed ingurgitato un caffé.
La nota dolente
viene dal ring d’onore. Se i commenti erano
brevi e chiari, il volume era degno di una
discoteca. E’ vero che i raggruppamenti sono uno
spettacolo ma non per questo che bisogna
trasformarli in un grande baraccone ritmato da
una musica che spesso non ha niente a che fare
con una sfilata di stars. Inoltre un
affiatamento migliore fra i due speaker avrebbe
dato al duetto un punto in più. Il tutto condito
con un po’ meno di affanno. Infatti, durante il
ring d’onore è stato battuto il record della
velocità: 10 gruppi in due ore. Prima i giovani
e poi gli adulti. E i fotografi? Delle gazzelle
e per fortuna che oggi gli apparecchi
fotografici hanno la messa a fuoco automatica.
Una volta che il giudice aveva scelto i primi
tre cani, questi avevano appena il tempo di
arrivare al centro del ring dove erano stati
messi tre cerchi: uno blu, uno bianco e uno
rosso che dovevano spostarsi sul podio. E il
giudice dove è andato per la foto ufficiale?
Appena il tempo di piazzare il cane che già la
speaker faceva sgomberare il centro, chiedendo
ai vincitori di salire sul podio. Questo,
sicuramente migliore rispetto all’edizione 2009,
era stato sistemato in un angolo del ring per
permettere ai fotografi di fare le foto di rito.
Più che un podio lo definirei un ripostiglio. Se
comodo per i cani di piccola taglia, quelli
grandi occupano ciascuno i tre gradini. Il terzo
posto era nascosto dietro ad una palma. “Cucu’
ci sono anch’io faceva il terzo vincitore”,
evitando di respirare per non fare cadere lo
sfondo. Stretto il podio, stretti i tempi di
messa a fuoco, stretto lo spazio per i fotografi
che non poteva retrocedere per riprendere i tre
cani senza ad andare ad inciampare nei
concorrenti del gruppo successivo che già
entravano. Un ring d’onore vasto ma con tempi
ristretti.
Dei passi giganti
sono stati sicuramente fatti dal campionato
francese di Lyon del 2008, ma ce ne sono ancora
molti da fare prima del Campionato del Mondo
2011. |