Cinofilia Italiana

venerdì 23 ottobre 2009

EXPO MONDIALE di BRATISLAVA

 8-11 Ottobre 2009

 di Costanza Ferraris

Correzioni:  webmaster@cinofilia-italiana.it

Contatti:     info@cinofilia-italiana.it

Guillermo:   guillermo@cinofilia-italiana.it   

Patrizia:     patrizia@cinofilia-italiana.it

 
 

Il programma prevede i gruppi 1, 4 e 5 di giovedì, il 3, 6 e 10 il secondo giorno, il 2 il terzo e il 7, 8 e 9 la domenica. I 4 cataloghi si differenziano dalla copertina. Il primo giorno ha un Cane Lupo Ceco, il secondo uno Slovensky Kopov, il terzo Slovensky Cuvac e il quarto un Cesky Fousek o Cane da Ferma Cecoslovacco.

Il Cane Lupo Ceco festeggiava quest’anno il ventesimo anniversario del suo riconoscimento. Nel 1957 Karel Hartl dopo alcuni tentativi riesce ad incrociare il Lupo dei Carpazi con un Pastore Tedesco. Lo scopo era quello di creare una razza più resistente al freddo per il controllo delle frontiere. Oggi, questa razza è allevata molto bene in Italia. giovedì due esemplari italiani sono saliti sul podio del raggruppamento dedicato alle razze ceche. Nel 2003 il Cane Lupo Cecoslovacco è riconosciuto definitivamente dalla FCI. In occasione di questo evento mondiale il Colonnello Karel Hartl ha ricevuto

 
 

un’ onorificenza per il suo lavoro svolto in favore di questa nuova razza ceca tanto apprezzata non solo nel mondo delle esposizioni ma anche in quello della protezione civile.

Lo Slovensky Kopov fa parte del gruppo 6, segugi e cani da pista di sangue e razze assimilate. La sua resistenza nel seguire la traccia degli animali fa di lui un cane molto amato dai cacciatori di cinghiali. Il suo mantello è nero con macchie focate. Da non confondere con l’Erdelyi Kopo (o Segugio della Transilvania) di origine ungherese o con il Gonczy polski (PL). La razza è stata riconosciuta nel 1988.

Lo Slovensky Cuvac fa parte del gruppo 1, cani da pastore. E’ una razza che si è sviluppata nelle montagne dove custodiva il gregge. Ricorda il Pastore Maremmano Abruzzese o il Cane da Montagna dei Pirenei per il suo mantello tutto bianco.

Il Cesky Fousek  detto anche Cane da ferma Boemo a pelo ruvido fa parte del gruppo 7. Il suo aspetto ruvido fa pensare un po’ al nostro Spinone Italiano ma in versione più leggera.

Se le razze nazionali occupavano la prima pagina del catalogo e del poster della mondiale, gli stand delle razze locali erano un po’ poveri di documentazione. Invece di essere presenti durante i 4 giorni, magari con una semplice esposizione fotografica, gli stand erano vuoti. Nel ring d’onore non vi è stata una presentazione ufficiale delle razze nazionali anche se alla fine della giornata vi era un podio dedicato solo alle razze nazionali.

Il catalogo era scritto in due lingue, tenendo così in considerazione i nomi delle razze inglese e slovacco. Assai leggibile anche se non vi era una separazione distinta fra i gruppi. In compenso vi erano delle pagine bianche e lo spazio necessario per segnare le classifiche vicino ai soggetti. Di fianco ad ogni razza vi era l’orario di passaggio, assai bene rispettato nell’insieme. A differenza delle altre manifestazioni alcuni cataloghi dei giorni successivi erano già a disposizione di alcuni visitatori. Se all’inizio il fatto aveva suscitato molte perplessità, la cosa è stata subito chiarita: sui giudizi appariva sia il nome del proprietario che il nome del cane con i suoi titoli. Il giudice aveva dunque la possibilità di conoscere l’identità sia del cane che dell’espositore prima della fine dei giudizi.

Moltissime le razze presenti anche per la vicinanza dei paesi dell’Est alcune delle quali mai viste in Italia e spesso assai difficili da vedersi anche durante la giornata visto il numero limitato dei soggetti.

All’inizio del catalogo erano vi era un elenco speciale che spiegava quali erano le razze che potevano accedere al CACIB a secondo del colore, mantello e taglia. Un’altra lista menzionava le razza che non potevano accedere al CACIB perché non ancora riconosciute definitivamente dalla FCI. In questa lista troviamo l’Australian stumpy tail cattle dog (1), Pastore Bianco Svizzero (112), il Pastore Rumeno Mioritic (10), il Pastore Rumeno Carpatin (16), il Dogo Canario (70), il Cimaron Uruguayo (5), il Tornjak (10), il Pastore Rumeno Bucovino (0), il Dansk-Svensk Gardshund (4), Taiwan dog (0), il Gonczy Polski e il Russkiy Toy (26 + 72). Vi erano anche le liste delle coppie, gruppi e  progenity che avrebbero sfilato nel ring d’onore.

La manifestazione è stata seguita da un folto pubblico. Hanno calcolato circa 10.000 persone al giorno. I giovani fino ai 12 anni accompagnati da adulti non pagavano. Molte le scolaresche. Un pubblico assai diverso dalle altre manifestazioni. Si aveva l’impressione di stare in una sagra tanto la gente era rilassata e allegra. Non ci sono state dei momenti di tensione. La gente era ben pilotata dalla sicurezza che oltre a vietare l’entrata in certe zone faceva anche da ufficio di informazione. Nel catalogo vi era un cartina con la posizione dei ring. Spesso questi era inaccessibili visto la transenna di gabbie e di sedie degli espositori. Molti si sono lamentati perché lo spazio non permetteva di mettere in risalto il movimento dei cani e vari sono stati i giudici che hanno dovuto dividere le classi in piccoli gruppi. Altri ring invece erano troppo bui, lontani da una fonte di luce naturale e illuminati da delle lampade deboli. Assenti le lavagne a bordo ring dove seguire le qualifiche date dai giudici. Poco dunque il contatto fra quello che succedeva nel ring e il pubblico.   Continua >

 

 
 

 

 

C.I.Web Copyright © 2003-08 - Web Design by PROVOKARTI

 

www.servicont.com