Circuit Show
La mondiale svedese
apriva le porte agli espositori già il 2 luglio.
Quasi parallelamente all’esposizioni si svolgevano
diversi raduni organizzati da un’ottantina di club
fra i quali quello dei Terrier che riuniva quasi
tutte le razze. Questi raduni si svolgevano a
Kungsängen, ad una cinquantina di chilometri a Nord
di Stoccolma. 14.000 i cani iscritti nelle quattro
giornate. Gli onori di casa li faceva una scuola di
equitazione che metteva a disposizione tutta la sua
proprietà. Tre i parcheggi per i camper. Una volta
pagata l’entrata veniva assegnata la lettera del
parcheggio e il numero del posto. Una vera sfilata
di camper. Alcuni si erano muniti di bicicletta o di
motorino. Parcheggiato il nostro mezzo di
locomozione ci siamo avviati a piedi verso il luogo
del raduno per capire esattamente dove saremmo
dovuti andare il giorno dopo. Con noi tanti altri
espositori. Dopo una lunga passeggiata di quasi due
chilometri circondati da cavalli, davanti a noi si
apre un enorme campo adibito molto probabilmente
alle corse dei cavalli. Per noi Italiani lo
spettacolo era assai inusuale. Una cinquantina di
ring erano delimitati al suolo da un doppio nastro
bianco dello sponsor. Nessuna transenna, nessuna
sedia. In ogni ring una tenda blu per riparare il
giudice in caso di pioggia o di sole. Tutte quelle
tende blu perfettamente allineate avrebbero potuto
dare un spunto ad un pittore o ad un fotografo
moderno. Intorno nessun albero e se si alzava gli
occhi al cielo un colore grigio scuro non prometteva
niente di buono. Dopo aver adocchiato più o meno la
posizione del ring riconoscibile da quello vicino
soltanto dal numero, e il posto per la macchina
siamo ripartiti verso l’albergo.
Il giorno dopo quel
vasto campo si era trasformato in un mega campeggio.
Ad ognuno la sua propria casetta. In Svezia è una
cosa normale. La maggior parte dei raduni si
svolgono all’aperto e queste tende che si aprono
ormai da sole sono di grande aiuto secondo le
previsioni meteorologiche. Diciamo un po’ come il
guscio per la lumaca o la tartaruga. Si tira fuori
la testa per vedere a che punto sono i giudizi e poi
di nuovo dentro per leggere un libro o fare una
pennica con tanto di cane o cani. Se il giorno prima
il ring era visibile anche da lontano, fra tutte
quelle tende si faceva quasi fatica a camminare...
ecco l’utilità della doppia fascia intorno al ring.
La più interna marca il limite del ring mentre
quella più esterna delimita un corridoio all’interno
del quale è vietato sedersi o piantare la tende. Nel
corridoio possono sostare i cani e gli espositori
che si preparano per entrare nel ring da lì a poco
mentre i passanti possono circolare più facilmente
per raggiungere la loro postazione. Il lato negativo
per le persone non organizzate è che non vi sono
posti da sedersi. E se avesse piovuto…. Per fortuna
in questa primavera-estate assai bagnato quel giorno
il sole ha giocato con le nuvole rendendo la
giornata molto bella e fresca. Meno fortunati sono
stati invece gli espositori delle altre due giornate
che si sono fatti una bella cura di caldo umido.
Seduti tutti
intorno a quel ring circondati da un quartiere di
tende sia aveva di più l’impressione di essere ad un
pic nic che ad una mostra. La giornata è andata
avanti conclusasi poi con diversi mini BIS a secondo
delle razze tutelata dal club o dal gruppo cinofilo.
Alcuni piccoli club si sono riuniti per dividersi le
spese dell’organizzazione. Il CAC messo in palio non
aveva nessun valore particolare. Si trattava di una
opportunità di vincere un CAC da accumulare per il
titolo nazionale. Una bella giornata rovinata
purtroppo dall’intervento della polizia veterinaria
che dopo vari appelli al microfono a rotto i vetri
ad alcune macchine. In un mondo di grandi
esposizioni ci sono sempre delle persone che
incoscientemente lasciano il loro cane chiuso in
macchina sotto il sole. Un finale da non ripetersi.
Continua
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