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La prima cosa che ci ha sorpreso
durante il viaggio verso queste terre lontane è
stata proprio la lontananza.
I chilometri erano quelli che erano e
chiunque aveva programmato il viaggio sapeva che
erano tanti, oltre 2000 dal confine nord
dell’Italia. Poi c’erano d’ aggiungere i chilometri
“extra” realizzati in patria, 300, 700, o 1000 in
più se partiti da Bologna, da Roma o da Reggio
Calabria.
Possiamo dire che quest’anno
raggiungere la mondiale non è stato un gioco da
ragazzi, forse per gli appassionati delle razze
piccole è stato più semplice partire dai vari
aeroporti italiani con il loro bagaglio a mano (con
dentro il
micio dog ) e arrivare in poco tempo a destinazione.
La lontananza, oltre che in
chilometri, l’abbiamo potuta notare anche
osservando i
diversi modi di vivere, la differenza geografia e architettonica e un’evidente e permanente stato di
serenità che è tipico della popolazione svedese.
Sapevamo già per sentito dire o per
aver letto che vivere di giorno per 3 mesi
consecutivi e di notte per gli altri 9 restanti
provoca un certo stato esistenziale anche se non si
vuole, ma constatarlo è sempre una sorpresa.
Ci chiediamo se questa particolarità
sia la base della pochissima o quasi assente
corruzione tra i loro politici, il viso rilassato,
sereno e sorridente di ogni cittadino svedese, la
propensione (almeno guardano le statistiche )
all’uso di bibite a basso contenuto di alcool, cioè…
tanta… ma tanta… birra…. la conferma di belle
presenze femminili della carnagione bianca, bionda e
azzurrata nella maggioranza, e per finire… tanto per
tagliare corto, il rispetto dei limiti di velocità,
il gran numero di campi da golf visti lungo
l’autostrada, il gran numero di macchine anni
settanta di tipo americana con i loro V8 alle
spalle, incuranti degli andamenti internazionali del
prezzo del petrolio.
Osservando così la Svezia da vicino,
con occhi da italiano stressato dal traffico e dalle
mille burocrazie, non può che procurare una certa
invidia……
Continua
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