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GIUSEPPE BIAGIOTTI "ALL.
del
BIAGIO ",
risponde: |
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1-
Allevo ed espongo da oltre venticinque anni. Una
scelta di vita, condivisa con la mia famiglia, che
mi ha consentito di dedicarmi, con entusiasmo e
passione, alla selezione dell’Alaskan Malamute. Sono
stati anni di duro lavoro, con qualche
inevitabile delusione, ma ripagati da grandi
soddisfazioni e riconoscimenti conseguiti in
Italia, Europa e negli USA, patria della
razza. |
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2-
Numericamente più successi in Italia, ma
anche importanti vittorie all’estero. |
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3-
Posso ragionevolmente affermare che, il Centro di
Selezione Del Biagio, è leader in Italia e in
Europa. L’unico allevamento, non americano, a essere
universalmente conosciuto. Come testimoniano la
lettera di apprezzamento inviatami da
Robert Zoller uno dei padri fondatori della razza, e
la manifestazione stima e affetto da parte della
mitica Nancy Russel.
In tutti questi anni, sono stati innumerevoli
le affermazioni ottenute in tutto il mondo. 78 Best
in Show e 357 campionati vinti, tra cui: 17 Campioni
Mondiali, 25 Campioni Europei, 58 Campioni Italiani,
12 Campioni Riproduttori, 28 Campioni
Internazionali, 3 Campioni USA, 2 BOB e un BOG al
mitico Cruft, e tanti altri ancora. Certamente un
ricordo indelebile è l’Award of Merit, conquistato
da Royal Star del Biagio, al raduno nazionale dell’Alaskan
Malamute of America (379 malamute iscritti, 90 in
classe campioni). Un riconoscimento mai concesso ad
altri allevatori europei. Mi emozionano, inoltre, i
numerosi e continui attestati, di soddisfazione e
gratitudine, da parte di chi ha acquistato i nostri
cuccioli, che rappresentano, la reale gratificazione
per il lavoro di un allevatore. |
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4-
Nel lontano 1982, frequentando un’expo, incrociai
per la prima volta un Alaskan Malamute, rimanendo
folgorato dalla sua bellezza e ipnotizzato dal suo
incedere che, congiuntamente, ne facevano un’opera
d’arte in movimento. Iniziai a documentarmi sulla
razza e tutto quello che scoprivo, mi affascinava
sempre più, tanto da coinvolgermi al punto da
decidere conviverci. Se la bellezza di un Malamute
conquista a prima vista, descrivere il suo
carattere, in poche righe, non è così
facile. Solo vivendoci quotidianamente si
riesce a catturarne l’essenza e cogliere
tutte le sue sfumature. In possesso di una
forte personalità, abbinata a una fine
intelligenza, è dotato di un istinto fuori
dal comune. Caratteristiche che con lo
straordinario senso d’orientamento e le sue
capacità decisionali, in passato l’hanno
reso indispensabile per sopravvivenza delle
tribù nomadi degli Inuit, che lo
utilizzavano come cane da slitta, nella sua
regione d’origine l’Alaska. Oggi il suo
patrimonio genetico è ancora intatto,
pertanto, solo instaurando un rapporto di
reciproca collaborazione si può ottenere una
convivenza gratificante, ricca di
soddisfazioni. Non è il cane adatto al
riporto di pantofole o giornali, ma se in un
centro commerciale, con sterminati
parcheggi, non ricordate dove avete lasciato
l’auto, non disperate perché saprà
ritrovarla senza indugio. |
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5-
La difficile congiuntura economica che stiamo
vivendo, ha investito anche la cinofilia
attanagliandola in una morsa che coinvolge quasi
tutte le razze. Poi ci sono gli improvvisatori, che
si riscoprono provetti allevatori dalla sera alla
mattina, con tutto quel che ne consegue. In questo
quadro, però, l’Alaskan Malamute, non essendo una
razza soggetta alle mode del momento, ha subito meno
di altre, gli effetti negativi. I dati diffusi dall’ENCI
evidenziano, infatti, un’inversione di tendenza,
rispetto al passato con l’aumento delle
registrazioni di cuccioli. Non bisogna, però,
cullarsi e abbassare la guardia. Sono convinto, che
serietà, costanza, e professionalità, siano le
prerogative indispensabili per affrontare e superare
al meglio l’attuale situazione. E in questo senso
l’utilizzo di riproduttori selezionati, l’esecuzione
di controlli radiografici, le visite annuali per le
oculopatie e l’osservanza del codice deontologico
dell’ENCI, sono procedure dalle quali non si
dovrebbe prescindere.
Sulle expo poi la crisi economica pesa ancor di più,
poiché tra toelettatura, iscrizioni, carburante,
autostrada e vettovagliamento, i costi per esporre
diventano proibitivi soprattutto per salariati e
stipendiati monoreddito. E certamente non invoglia
una formula, dove il primo vince, il secondo perde,
tutti gli altri partecipano. Nonostante ciò, l’Alaskan
Malamute nell’ultimo anno può vantare un leggero
incremento delle presenze sui ring.
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6-
Innanzi tutto una logistica che si dimostri sempre
all’altezza, nel rispetto di standard d’accoglienza
validi per tutte le manifestazioni. Mi lasciano
perplesso anche alcuni atteggiamenti e l’eccessivo
agonismo di certi espositori, che talvolta sono
origine di episodi censurabili.
Spesso ci si dimentica che un’esposizione cinofila è
anche un avvenimento per divulgare le peculiarità
delle razze canine. Per allevatori e appassionati
deve rappresentare l’occasione per un proficuo
scambio di opinioni e un utile confronto d’idee, per
arricchire il proprio bagaglio personale.
Ciò che invece vorrei non cambiasse mai, è il
fascino che in ogni caso un’esposizione cinofila
emana.
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7-
Per la cinofilia l’informazione attraverso il web è
la scelta vincente, e bene ha fatto Ciweb a cogliere
questa opportunità. Mi piacerebbe che in futuro si
arricchisse maggiormente di video e contenuti
multimediali |
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Grazie.
Giuseppe Biagiotti
The President of Alaskan Malamute Club in Italy
"Del Biagio" Alaskan Malamute & Shiba Inu Selection
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