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La Cinofilia Italiana ha percorso il 2004 nel segno del
Beagle,nel segno di Dyalinne Gambit, come ha vissuto lei, questa
esperienza?
E’ certamente un evento eccezionale,
per non dire unico, non solo sullo scenario italiano ma anche Europeo, che
un Beagle razza da seguita di piccola taglia ( oggi diventato popolare a
giudicare dall’elevato livello di iscrizioni) abbia sbaragliato
validissimi avversari conquistando il premio più ambito: migliore assoluto
tra tutte le razze concorrenti in esposizione a livello internazionale,
ove notoriamente la concorrenza è più agguerrita a livello quantitativo e
qualitativo.
E’ la prima volta che questo avviene
non solo in Italia ma certamente in Europa (incluso Inghilterra e Paesi
Scandinavi ) come mi ha confermato Mrs.Spavin, la famosa allevatrice di
Gambit cui dedico questa prestigiosa vittoria.
Certamente tutte le vittorie di Gambit
sono ben presenti a tutti gli appassionati cinofili che a costo anche di
sacrifici e rinunce frequentano con costanza, senso sportivo (salvo rare
eccezioni) i ring di esposizioni in Italia e all’estero, da nord a sud,
pressoché settimanalmente.
Non sono però certo che le vittorie,
con notevole punteggio finale, di questo Beagle con la “B” maiuscola,
possano interessare più di tanto la così detta cinofilia ufficiale,
occupata e preoccupata da tematiche ben più importanti che non il
variegato mondo delle esposizioni canine.
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Quando lei ha visto per la prima volta Gambitt, quali sono
state le caratteristiche che l'hanno più colpita ?
Ho visto per la prima volta Dialynne
Gambit allorché nel marzo del 2000 venne, dalla figlia della sua
allevatrice Mrs.Spavin , presentato in clesse giovani a Cruft’s vinse
agevolmente su un buon lotto di concorrenti.
La mia prima impressione fu che
assomigliava incredibilmente al suo famoso bisnonno in linea paterna
Dialynne Gamble, da tutti considerato il rifondatore della razza del
dopoguerra.
Gambit quel giorno, al Cruft’s, si
copri di onori, anche perché nell’acceso confronto finale tra i maschi
vincitori delle rispettive classi sbaragliò tutti i concorrenti, tra cui
molti affermati campioni a fianco il favorito suo padre Dialynne Tolliver
of Tragband (di proprietà e impeccabilmente presentato da Mr. Andrew
Brace), aggiudicandosi il CC e, quindi il BoB dopo aver battuto, in un
serrato confronto, la miglio femmina anch’essa affermata campionessa
bicolore.
Nel grande ring di Cruft’s, Gambit si
conquistò un meritato terzo posto nel difficile raggruppamento degli “Huond”,
che vedeva in competizione segugi, levrieri, e bassotti.
L’importante vittoria di questo
giovane eccezionale al Cruft’s fu il suo trampolino di lancio.
Nell 2000 Gambit, pur giovanissimo,
ebbe una carriera folgorante e esplosiva, conquistando non solo il titolo
di campione ma soprattutto venendo riconosciuto miglior Beagle assoluto e
miglior tra segugi, levrieri e bassotti e finendo tra i primi dieci nella
classifica assoluta tra tutte le razze.
Avendo avuto il grande onore di giudicare la razza al Cruft’s quell’anno,
primo giudice ed unico straniero specialista (mi è stato riferito), mi
reputo orgoglioso di aver contribuito alla scoperta ed alla ascesa di
questo piccolo Ercole.
Gambit rimase per anni la mia segreta
passione di cinofilo. Rappresentava un sogno impossibile che mai mi sarei
atteso di veder realizzato.
Lo persi di vista per un lungo periodo
ma lo ritrovai nel ring della mondiale di Amsterdam dove conquistò, con
giudice specialista inglese, il titolo ed il migliore di razza. Per un
soffio non vinse anche il raggruppamento giungendo secondo dietro il top
Hound del Regno Unito di quell’anno, un impeccabile Petit Basset Griffon
Vandea.
Gambit era stato ceduto ad un famoso
allevatore olandese di Beagle e Cocker spaniel Inglesi, nel breve volgere
di due anni conquisto vari titoli in Europa.
Nel 2003 il mio sogno si realizzò per
una serie di fortunate, per me, coincidenze. Ottenni Gambit per
intercessione della mia grande amica Marion Spavin dopo che l’allevatore
olandese aveva deciso di ritirarsi dalle competizioni. Nell’estate Gambit
giunse a Milano in buona forma ed ancora giovane. Lo affidai alle esperte
cure della giovane handler Francesca Cassin, a me nota per aver atto un
lungo apprendistato in USA presso il più famoso handler dei nostri tempi
Peter Green, e per aver ottenuto i massimi risultati con i famosi
terranova di Manlio Massa oltre ad ottimi Alaskan Malamute di sangue
americano, ecc.ecc.
Alla sua prima esposizione in Italia
nell’autunno del 2003 Gambit si fece subito notare vincendo una speciale
Beagle , con giudice specialista tedesco, il raggruppamento e la riserva
di Best in Show.
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Cosa rappresenta Gambitt nel presente della razza Beagle ? mentre
a confronto con i grandi nomi del passato?
Ho avuto la fortuna nel corso degli anni di allevare, possedere ed esporre
Beagles di grande tipicità e personalità.
Da appassionato giramondo e da giudice
ho avuto l’opportunità, in molti decenni di attività, di conoscere e
giudicare la razza nel paese di origine e in quasi tutti i paesi
dell’Europa occidentale nonché negli USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda
e Giappone.
Ho importato eccellenti campioni
inglesi che mi hanno dato notevoli soddisfazioni sia in allevamento che in
esposizione. Tra tutti ricordo la femmina tricolore Ch.Rossut Nutmeg,
famosa per aver detenuto il record di risultati in UK fino a un decennio
fa e la Ch.Rossut Gaiety, prima femmina della razza a vincere nel Regno
Unito un BIS al massimo livello.
Da ultimo ho importato dalla Scozia il
Ch.Stormpasture Kopyright che ha ben meritato in Italia nel 2001 e 2002
preparato e condotto in esposizione da Francesca Cassin.
Tra i molti cani da me allevati e/o
posseduti Gambit è stato certamente il mio grande prediletto non solo per
la sua grande intelligenza, la dolcezza del suo carattere, il suo
equilibrio, ma anche per la sua armoniosa bellezza che incarna, a mio
giudizio, il sogno di molti allevatori ed appassionati della razza.
Inseguo un altro sogno: quello di
riuscire in futuro a produrre un beagle, maschio o femmina che sia, che si
avvicini il più possibile alle qualità di questo superclasse. So di essere
e sembrare partigiano ma non posso farci niente. Gambit è unico e tale
resterà sempre nel mio cuore e nella mia mente. Proprio per questo motivo,
se me ne fosse data la opportunità userei Gambit come modello ideale per
riscrivere lo standard del Beagle del XXI secolo.
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foto: B.I.S. dell'Expo di San Remo
1968 (premia la Principessa Antoinette di Monaco) |
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In Italia Gambitt è stato presentato da lei e più
spesso dalla sua handler Francesca Cassin,ci può confidare le sue emozioni
personali : quelle vissute con Gambitt al guinzaglio e quelle vissute da
lontano, da bordoring?
Gambit è stato nel corso della sua
folgorante carriera italiana quasi sempre presentato dalla sua esperta ed
affezionata handler Francesca Cassin, con risultati sempre prestigiosi.
Nelle mie mani questa macchina da ring mi sembra non abbia sfigurato,
specie nelle importanti esposizioni di Firenze e Bastia Umbra.
E’ difficile dire se più mi sono
divertito ed ho sofferto da spettatore o da handler.
Diceva il mio amico Benelli, grande
cinofilo dotato di grande senso dell’umorismo: alla fine quello che conta
è vincere.
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Fortunatamente ,nei ring Italiani, soggetti famosi e importanti nelle
singole razze a livello mondiale, ci sono sempre stati .
Quest'anno
abbiamo visto ripetere grandi performance dal Leonberger, dal Pastore
Australiano dal Bassotto, Greyhound, Alaskan, ecc.
Sono
stati davvero molti i soggetti d'alto livello e questo oltre a
riconoscere e innalzare ancora di più le doti del vincitore assoluto ci
onora noi tutti come cinofili italiani .
Fortunatamente si tratta di una situazione che si ripete da molti anni e
ci colloca tra le cinofilie più prestigiose del mondo.
Quanto faticoso è per un cinofilo , sostenere una
campagna di un "fuoriclasse" e quanto importante è per la cinofilia
stessa tutto ciò?
Per un vero appassionato non è
certamente faticoso seguire e sostenere il percorso espositivo di un
fuoriclasse, specie se preparato e presentato prevalentemente da un
handler professionista. Semmai forse a volte un po’ dispendioso. Ma quale
sport ed hobby in particolare non lo è? Anche se ad onor del vero Gambit
si è sempre ampiamente guadagnato “la pagnotta”.
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Sono pochi i cinofili in
Italia che possono rispondere alla domanda successiva , noi, con lei, approfittiamo del l'occasione ,e le proponiamo un prossimo
appuntamento nel quale vorremmo approfondire l'argomento .
Lei è una figura senza
dubbi importante in Italia,uno dei pochi giudici che attualmente alleva ed
espone con successo, ma anche nel panorama mondiale , dove
lei è presente da molte decade, e dove l'ha vista giudicare nei 5
continenti ed ottenere illustri risultati con i suoi Beagle .... fino
ad arrivare ad oggi con i traguardi raggiunti da Gambitt, cane
allevato in Inghilterra.
Se dovesse scegliere
tra allevare,esporre e giudicare quale sarebbe la sua scelta?
La ringrazio per le cortesi espressioni di stima al mio operato di
cinofilo e giudice.
E’ vero, ho giudicato in cinque continenti ed ho vissuto esperienze
indimenticabili ed incontrato molte persone interessanti e visitato città
e regioni stupende. La passione per i cani puri, cui devo immensa
gratitudine, mi ha consentito di viaggiare moltissimo e di intrecciare
importanti e durature amicizie. Se però dovessi scegliere non avrei dubbi.
Mai rinuncerei ad allevare ed esporre. Finché avrò forza. Mi dicono che in
Italia a 75 anni si smette di giudicare. Probabilmente è giusto porre un
limite. Certamente nessuno potrà impormi di non allevare o esporre i miei
cani ad una certa età. Solo la mia sensibilità ed il mio buon gusto mi
indurranno a smettere quando sarà arrivato il momento.
Allora, e spero il più lontano
possibile, incomincerò a vivere solo di ricordi.
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In molte cinofilie ,come
nella nostra , ci sono oltre ai titoli di campionato, elezioni
di migliore di Gruppo e di Best in Show delle singole expo ; oppure
"circuiti" di expo (dove gli organizzatori si associano e mettono
in palio un titolo regionale per il cane che realizza più punti in
quel gruppo di expo) infine ci sono anche i campionati annuali
organizzati dalle federazioni Nazionali, per esempio il "nostro" Trofeo Caielli .
Esistono anche altre iniziative organizzate da privati del
settore, per esempio da industrie mangimistiche, testate cinofile o da siti
web d'informazione cinofila (quest'ultimi, grazie all' indiscussa
tecnologia di Internet, riescono a "trasportare" il
visitatore, seduto davanti al PC, davanti ad un
ring... , anche se fisicamente si trova a migliaia di
chilometri ...realizzando un campionato " virtuale ", visto dai
cinofili di tutto il mondo. )
Tutti hanno in comune
premiare il miglior cane dell' evento.
Tutti hanno in comune
qualificare i singoli risultati, diffondere nei migliori dei modi il
confronto agonistico, il proseguimento delle classifiche, gli sviluppi
temporali ecc.
Sicuramente il Cane dell' Anno è il riconoscimento più
ambito dal singolo cinofilo e senza dubbi il più importante in
assoluto, un titolo che non si vince in un solo giorno, infatti il cane
deve dimostrare le sue performance a numerosi giudici, confrontarsi con
quasi tutti i cani presenti nella razza e nei gruppi, in quel paese e in
quell' anno.
Gambitt così ha vinto il
prestigioso Trofeo Cajelli dell' Enci e ha vinto la nostra prima edizione
del Ranking Ciweb, lei Dott. Dondina, che oltre ad essere il
proprietario del cane più famoso d 'Italia, è un profondo conoscitore della
realtà cinofila italiana nei vari aspetti, cosa ne pensa di queste
iniziative ufficiali o private che vanno oltre al titolo di campionato?
Possono contribuire alla diffusione della cinofilia competitiva e nel contempo all' allevamento dei
cani di razza?
Sono favorevole a tutto quanto possa
contribuire ad esaltare le qualità fisico-psichiche del cane puro. Sia
esso organizzato dai vertici ufficiali o da iniziative private.
Non per nulla sono stato uno dei
promotori tanti anni fa del Trofeo Cajelli (patrocinato dall’ENCI) e del
“Collare d’Oro” notissima competizione organizzata da un colosso mondiale
di mangimi per cani e gatti.
Quel che importa è
che tutte le manifestazioni abbiano regole definite e che tutti i
partecipanti, in base ai meriti individuali, abbiano pari possibilità di
vittoria e vengano giudicati da persone dotate di elevata preparazione,
esperienza ed equilibrio.
La nostra comune
passione deve tendere ad esaltare le qualità dei vincitori, ma sempre nel
rispetto delle regole della sportiva competizione.
Con il rischio, altrimenti, di un
inesorabile declino di questo mondo particolare per il quale ho impegnato
gran parte del tempo libero, da decenni.
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Ci parli del futuro di
Dyalinne Gambitt?
Parlare del futuro di Gambit è
impossibile.
La sua età
anagrafica è nota ma per me dimostra ancora due anni,
è in piena forma,
felice, amato e molto richiesto come stallone.
Quindi potrebbe
ricominciare domani a deliziare i suoi ammiratori o far discutere i suoi
detrattori (non molti per la verità). Ma così, temo, non avverrà.
Anche se ho imparato, non bisogna mai
dire mai.
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Grazie e Congratulazioni
CIWEB. |
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