Cinofilia Italiana intervista.....

 

PAOLO  DONDINA

 

 ...allevatore di Beagle con affisso "del Pesco",

 Giudice internazionale,

 e proprietario di DIALYNNE GAMBIT

vincitore del Ranking CIWeb 2004.

 

La Cinofilia Italiana ha percorso il 2004 nel segno del Beagle,nel segno di Dyalinne Gambit, come ha vissuto lei, questa esperienza?

E’ certamente un evento eccezionale, per non dire unico, non solo sullo scenario italiano ma anche Europeo, che un Beagle razza da seguita di piccola taglia ( oggi diventato popolare a giudicare dall’elevato livello di iscrizioni) abbia sbaragliato validissimi avversari conquistando il premio più ambito: migliore assoluto tra tutte le razze concorrenti in esposizione a livello internazionale, ove notoriamente la concorrenza è più agguerrita a livello quantitativo e qualitativo.

E’ la prima volta che questo avviene non solo in Italia ma certamente in Europa (incluso Inghilterra e Paesi Scandinavi ) come mi ha confermato Mrs.Spavin, la famosa allevatrice di Gambit cui dedico questa prestigiosa vittoria.

Certamente tutte le vittorie di Gambit sono ben presenti a tutti gli appassionati cinofili che a costo anche di sacrifici e rinunce frequentano con costanza, senso sportivo (salvo rare eccezioni) i ring di esposizioni in Italia e all’estero, da nord a sud, pressoché settimanalmente.

Non sono però certo che le vittorie, con notevole punteggio finale, di questo Beagle con la “B” maiuscola, possano interessare più di tanto la così detta cinofilia ufficiale, occupata e preoccupata da tematiche ben più importanti che non il variegato mondo delle esposizioni canine.

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Quando lei ha visto per la prima volta  Gambitt, quali sono state le caratteristiche che l'hanno più colpita ?

Ho visto per la prima volta Dialynne Gambit allorché nel marzo del 2000 venne, dalla figlia della sua allevatrice Mrs.Spavin , presentato in clesse giovani a Cruft’s vinse agevolmente su un buon lotto di concorrenti.

La mia prima impressione fu che assomigliava incredibilmente al suo famoso bisnonno in linea paterna Dialynne Gamble, da tutti considerato il rifondatore della razza del dopoguerra.

Gambit quel giorno, al Cruft’s, si copri di onori, anche perché nell’acceso confronto finale tra i maschi vincitori delle rispettive classi sbaragliò tutti i concorrenti, tra cui molti affermati campioni a fianco il favorito suo padre Dialynne Tolliver of Tragband (di proprietà e impeccabilmente presentato da Mr. Andrew Brace), aggiudicandosi il CC e, quindi il BoB dopo aver battuto, in un serrato confronto, la miglio femmina anch’essa affermata campionessa bicolore.

Nel grande ring di Cruft’s, Gambit si conquistò un meritato terzo posto nel difficile raggruppamento degli “Huond”, che vedeva in competizione segugi, levrieri, e bassotti.

L’importante vittoria di questo giovane eccezionale al Cruft’s fu il suo trampolino di lancio.

Nell 2000 Gambit, pur giovanissimo, ebbe una carriera folgorante e esplosiva, conquistando non solo il titolo di campione ma soprattutto venendo riconosciuto miglior Beagle assoluto e miglior tra segugi, levrieri e bassotti e finendo tra i primi dieci nella classifica assoluta tra tutte le razze.

Avendo avuto il grande onore di giudicare la razza al Cruft’s quell’anno, primo giudice ed unico straniero specialista (mi è stato riferito), mi reputo orgoglioso di aver contribuito alla scoperta ed alla ascesa di questo piccolo Ercole.

Gambit rimase per anni la mia segreta passione di cinofilo. Rappresentava un sogno impossibile che mai mi sarei atteso di veder realizzato.

Lo persi di vista per un lungo periodo ma lo ritrovai nel ring della mondiale di Amsterdam dove conquistò, con giudice specialista inglese, il titolo ed il migliore di razza. Per un soffio non vinse anche il raggruppamento giungendo secondo dietro il top Hound del Regno Unito di quell’anno, un impeccabile Petit Basset Griffon Vandea.

Gambit era stato ceduto ad un famoso allevatore olandese di Beagle e Cocker spaniel Inglesi, nel breve volgere di due anni conquisto vari titoli in Europa.

Nel 2003 il mio sogno si realizzò per una serie di fortunate, per me, coincidenze. Ottenni Gambit per intercessione della mia grande amica Marion Spavin dopo che l’allevatore olandese aveva deciso di ritirarsi dalle competizioni. Nell’estate Gambit giunse a Milano in buona forma ed ancora giovane. Lo affidai alle esperte cure della giovane handler Francesca Cassin, a me nota per aver atto un lungo apprendistato in USA presso il più famoso handler dei nostri tempi Peter Green, e per aver ottenuto i massimi risultati con i famosi terranova di Manlio Massa oltre ad ottimi Alaskan Malamute di sangue americano, ecc.ecc.

Alla sua prima esposizione in Italia nell’autunno del 2003 Gambit si fece subito notare vincendo una speciale Beagle , con giudice specialista tedesco, il raggruppamento e la riserva di Best in Show.

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Cosa rappresenta Gambitt nel presente della razza Beagle ? mentre a  confronto con i grandi nomi del passato?

Ho avuto la fortuna nel corso degli anni di allevare, possedere ed esporre Beagles di grande tipicità e personalità.

Da appassionato giramondo e da giudice ho avuto l’opportunità, in molti decenni di attività, di conoscere e giudicare la razza nel paese di origine e in quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale nonché negli USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.

Ho importato eccellenti campioni inglesi che mi hanno dato notevoli soddisfazioni sia in allevamento che in esposizione. Tra tutti ricordo la femmina tricolore Ch.Rossut Nutmeg, famosa per aver detenuto il record di risultati in UK fino a un decennio fa e la Ch.Rossut Gaiety, prima femmina della razza a vincere nel Regno Unito un BIS al massimo livello.

Da ultimo ho importato dalla Scozia il Ch.Stormpasture Kopyright che ha ben meritato in Italia nel 2001 e 2002 preparato e condotto in esposizione da Francesca Cassin.

Tra i molti cani da me allevati e/o posseduti Gambit è stato certamente il mio grande prediletto non solo per la sua grande intelligenza, la dolcezza del suo carattere, il suo equilibrio, ma anche per la sua armoniosa bellezza che incarna, a mio giudizio, il sogno di molti allevatori ed appassionati della razza.

Inseguo un altro sogno: quello di riuscire in futuro a produrre un beagle, maschio o femmina che sia, che si avvicini il più possibile alle qualità di questo superclasse. So di essere e sembrare partigiano ma non posso farci niente. Gambit è unico e tale resterà sempre nel mio cuore e nella mia mente. Proprio per questo motivo, se me ne fosse data la opportunità userei Gambit come modello ideale per riscrivere lo standard del Beagle del XXI secolo.

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foto: B.I.S. dell'Expo di San Remo 1968  (premia la Principessa Antoinette di Monaco)

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In Italia Gambitt è stato presentato  da  lei e più spesso  dalla  sua handler Francesca Cassin,ci può confidare le sue emozioni personali : quelle vissute con Gambitt al guinzaglio e  quelle vissute da lontano, da bordoring?

Gambit è stato nel corso della sua folgorante carriera italiana quasi sempre presentato dalla sua esperta ed affezionata handler Francesca Cassin, con risultati sempre prestigiosi. Nelle mie mani questa macchina da ring mi sembra non abbia sfigurato, specie nelle importanti esposizioni di Firenze e Bastia Umbra.

E’ difficile dire se più mi sono divertito ed ho sofferto da spettatore o da handler.

Diceva il mio amico Benelli, grande cinofilo dotato di grande senso dell’umorismo: alla fine quello che conta è vincere.

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Fortunatamente ,nei ring Italiani, soggetti famosi e importanti nelle singole razze a livello mondiale,  ci sono sempre stati . 

Quest'anno abbiamo visto ripetere grandi performance  dal Leonberger,  dal  Pastore Australiano  dal Bassotto, Greyhound, Alaskan, ecc. 

Sono stati davvero molti  i  soggetti d'alto  livello e questo oltre a riconoscere e innalzare ancora di più le doti del vincitore assoluto ci onora  noi tutti come cinofili  italiani . 

Fortunatamente si tratta di una situazione che si ripete da molti anni e ci colloca tra le cinofilie più prestigiose del mondo.

Quanto faticoso è per un cinofilo , sostenere  una campagna  di un  "fuoriclasse" e quanto importante è per la cinofilia stessa tutto ciò? 

Per un vero appassionato non è certamente faticoso seguire e sostenere il percorso espositivo di un fuoriclasse, specie se preparato e presentato prevalentemente da un handler professionista. Semmai forse a volte un po’ dispendioso. Ma quale sport ed hobby in particolare non lo è? Anche se ad onor del vero Gambit si è sempre ampiamente guadagnato “la pagnotta”.

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Sono pochi i cinofili in Italia che possono rispondere alla domanda successiva  ,  noi, con lei, approfittiamo  del l'occasione ,e  le proponiamo  un prossimo appuntamento  nel quale vorremmo  approfondire l'argomento .

Lei è una figura senza dubbi importante in Italia,uno dei pochi giudici che attualmente alleva ed espone con successo, ma anche  nel panorama mondiale ,  dove lei  è  presente  da molte decade, e  dove  l'ha vista giudicare  nei 5 continenti ed  ottenere  illustri  risultati con i suoi Beagle  ....  fino ad arrivare ad  oggi  con  i  traguardi raggiunti  da  Gambitt,   cane allevato in Inghilterra. 

Se dovesse  scegliere tra allevare,esporre e giudicare quale sarebbe la sua scelta?

La ringrazio per le cortesi espressioni di stima al mio operato di cinofilo e giudice.

E’ vero, ho giudicato in cinque continenti ed ho vissuto esperienze indimenticabili ed incontrato molte persone interessanti e visitato città e regioni stupende. La passione per i cani puri, cui devo immensa gratitudine, mi ha consentito di viaggiare moltissimo e di intrecciare importanti e durature amicizie. Se però dovessi scegliere non avrei dubbi. Mai rinuncerei ad allevare ed esporre. Finché avrò forza. Mi dicono che in Italia a 75 anni si smette di giudicare. Probabilmente è giusto porre un limite. Certamente nessuno potrà impormi di non allevare o esporre i miei cani ad una certa età. Solo la mia sensibilità ed il mio buon gusto mi indurranno a smettere quando sarà arrivato il momento.

Allora, e spero il più lontano possibile, incomincerò a vivere solo di ricordi.

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In molte cinofilie ,come nella nostra ,  ci sono oltre ai titoli di campionato, elezioni di migliore di Gruppo e  di Best in Show  delle  singole expo ; oppure "circuiti" di expo (dove gli organizzatori si  associano  e mettono in palio un titolo regionale per il cane che realizza più punti in quel gruppo  di expo)  infine  ci sono anche i campionati annuali organizzati dalle federazioni Nazionali, per esempio il "nostro" Trofeo Caielli .  

Esistono anche altre iniziative  organizzate  da privati del settore,  per esempio da  industrie  mangimistiche,  testate cinofile o  da siti web d'informazione cinofila (quest'ultimi,  grazie all' indiscussa tecnologia di Internet,  riescono a  "trasportare"  il visitatore,  seduto davanti al PC, davanti  ad un  ring... ,  anche se  fisicamente   si trova  a migliaia  di chilometri   ...realizzando un campionato   " virtuale ",  visto dai cinofili di tutto il mondo. ) 

Tutti hanno  in comune premiare  il miglior cane dell'  evento.  

Tutti hanno in comune qualificare i singoli risultati, diffondere nei migliori dei modi il confronto agonistico, il proseguimento  delle classifiche, gli sviluppi temporali ecc.

Sicuramente il Cane dell' Anno è il riconoscimento più ambito dal  singolo cinofilo e senza dubbi il più importante in assoluto, un titolo che non si vince in un solo giorno, infatti il cane deve dimostrare le sue performance a numerosi giudici, confrontarsi con quasi tutti i cani presenti nella razza e nei gruppi, in quel paese e in quell' anno.

Gambitt così ha vinto il prestigioso Trofeo Cajelli dell' Enci e ha vinto la nostra prima edizione del Ranking Ciweb, lei Dott. Dondina,  che oltre ad essere il proprietario del cane più famoso d 'Italia, è un profondo conoscitore della realtà cinofila italiana nei vari aspetti, cosa ne pensa di queste iniziative ufficiali o private che vanno oltre al titolo di campionato?

Possono contribuire alla diffusione della cinofilia competitiva e nel contempo all' allevamento dei cani di razza?

Sono favorevole a tutto quanto possa contribuire ad esaltare le qualità fisico-psichiche del cane puro. Sia esso organizzato dai vertici ufficiali o da iniziative private.

Non per nulla sono stato uno dei promotori tanti anni fa del Trofeo Cajelli (patrocinato dall’ENCI) e del “Collare d’Oro” notissima competizione organizzata da un colosso mondiale di mangimi per cani e gatti.

Quel che importa è che tutte le manifestazioni abbiano regole definite e che tutti i partecipanti, in base ai meriti individuali, abbiano pari possibilità di vittoria e vengano giudicati da persone dotate di elevata preparazione, esperienza ed equilibrio.

La nostra comune passione deve tendere ad esaltare le qualità dei vincitori, ma sempre nel rispetto delle regole della sportiva competizione.

Con il rischio, altrimenti, di un inesorabile declino di questo mondo particolare per il quale ho impegnato gran parte del tempo libero, da decenni.

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Ci parli del futuro di Dyalinne Gambitt?

Parlare del futuro di Gambit è impossibile.

La sua età anagrafica è nota ma per me dimostra ancora due anni,

è in piena forma, felice, amato e molto richiesto come stallone.

Quindi potrebbe ricominciare domani a deliziare i suoi ammiratori o far discutere i suoi detrattori (non molti per la verità). Ma così, temo, non avverrà.

Anche se ho imparato, non bisogna mai dire mai.

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Grazie e Congratulazioni

CIWEB.

 

 
 

RANKING  2004

 

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