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Villa Sommi Picenardi |
Durante
l'intervista... |
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La Marchesa
Alessandra Sommi Picenardi racconta…..una vita con gli Airedale... |
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In una tiepida giornata
primaverile siamo andati a trovare la Marchesa Sommi Picenardi che con i
suoi racconti ci ha fatto vivere momenti cinofili davvero unici.
Ospitati nella sua splendida villa patrizia,
settecentesca,
abbiamo trascorso un intero pomeriggio con lei e
in compagnia dei suoi “Ginger” che, partecipi alla nostra conversazione,
hanno, a modo loro, raccontato qualcosa, arricchendo le nostre conoscenze
sugli Airedale.
Le ore passate insieme sono
volate e alla fine dell’intervista eravamo letteralmente rapiti dal
temperamento di questi splendidi terrier dalla gamba lunga.
Nel corso della
cordiale chiacchierata la Marchesa ha raccontato molti aneddoti ed
esperienze vissute che riteniamo piacevoli ed interessanti per tutti
coloro che si occupano di cinofilia. |

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Alessandra Sommi Picenardi |
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Natale
1965 |
Quando ha deciso di diventare
allevatrice?
Ritengo di aver iniziato negli anni ‘60 quando
decisi di fare le cose seriamente e proposi ad un amico di mia madre,
Gian Giacomo Gallavresi, allevatore di Fox e titolare dell’affisso
Ginger, di unire le nostre
forze:lui con i suoi fox e io con i miei Airedale.
Lui accolse con entusiasmo la mia proposta e proprio in
quegli anni subentrai in affisso.
Il Dottor Gallavresi, oltre ad essere uno dei
più conosciuti ed apprezzati specialisti di Fox a Pelo Liscio,era un
grandissimo giudice di Terrier.
Lui è stato il mio méntore, è lui che mi ha
insegnato tutto.
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Perché ha scelto di allevare
proprio gli Airedale?
L’incontro con l’Airedale non
fu casuale. Ero una bambina e ricordo che dissi a mio nonno che volevo un
cane tutto mio, lui mi chiese che tipo di cane volessi…e mi raccontò un
fatto, che gli capitò durante la 1° guerra mondiale e che influenzò la
mia scelta.
A quell’epoca gli Airedale
erano utilizzati dagli inglesi come cani portaordini perché ritenuti tra
i più intelligenti poiché non hanno bisogno dell’input o di un ordine
per compiere qualcosa, loro lo fanno di spontaneamente perché ”ragionano”.
Mio nonno mi disse che
durante una battaglia trovò un Airedale ferito, lo prese lo portò al
Comando Italiano e, insieme ai suoi compagni, lo curò. Tutti in breve
tempo s’innamorarono di quel cane perché si lasciava medicare ed era
bravissimo con tutti. Quando il cane guarì salutò tutti gli amici
italiani che l’avevano curato e ritornò con il suo proprietario inglese.
Mio nonno concluse: “ vedi
questi cani sono attaccatissimi al loro padrone, non lo abbandoneranno
mai, sono molto leali!!! Se riusciamo a trovare un cane di questa razza lo
prendiamo!!!”
A determinare la mia scelta è
stato proprio quest’episodio. |

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Il nome del suo allevamento ha
un significato particolare?
L’allevamento “Ginger” è
stato registrato nel 1932, prima che io nascessi, dal Dottor Gallavresi.
Egli scelse questo nome perché secondo lui la pianta asiatica rispecchia
molto il carattere dei terrier, che sono pieni di vita; casualmente sono
accomunati dal colore, inoltre il nome è breve, simpatico e facile da
ricordare.
Infine Gallavresi era un
appassionato di cavalli e il Ginger era usato dai carrozzieri per “far
tirare su la coda”. |
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Ch.Bengal Bandoola con Luciano Bochese |
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Ci può raccontare brevemente
qualcosa del suo allevamento?
Dopo le prime esperienze,
negli anni ’60 decisi di allevare seriamente e comprai la mia prima
femmina importante “Bengal Rietbok
Extasy” dalla quale derivano
quasi tutti i miei cani.
Un altro cane importante che
ho importato è “Bengal Bandoola”, maschio (che è stato imbattuto in
Europa, presentato da Bochese, fine anni ’60), anche lui presente in molti
miei Ginger.
All’inizio degli anni ‘70
decisi di andare in Inghilterra con “Ginger
Let it be” che divenne campionessa
inglese nel ’73, mentre una sua sorella di cucciolata di nome “Light
my fire” vinse in tutta Europa (esposta
da Luciano Bochese e di proprietà Clara Gaino).
Negli anni ‘80 mandai in
Inghilterra “Veronica”, una femmina che diventò campionessa, ma morì
durante un tragitto mentre andava in expo.
In Italia in quel periodo non
c’erano molti maschi interessanti e io volevo avere sempre una femmina
del mio allevamento in Inghilterra, in modo che conclusa la sua carriera
espositiva, potesse tornare in Italia gravida; allora mandai “Emma”
Ch. “Ginger
Xmas Carol” .
Parlai con Mery Swash
(importante allevatrice), che accettò subito di occuparsi di lei e di
presentarla, senza averla mai vista e fidandosi di me.
Emma partì che aveva 11 mesi
è fu rilasciata dalla quarantena giusto per iniziare la sua carriera
espositiva.
Avere concluso il campionato inglese, vincendo
il CC al Crufts fu già una grande emozione, ma questo fu solo l’inizio
di una carriera senza uguali per la razza e per un cane allevato in
Italia, in quel lontano 1985; nonostante avessi la consapevolezza delle
sue qualità, che erano davvero brillanti, e pur sapendo di poter ottenere
importanti affermazioni, ciascuna vittoria fu per me, sempre, una grande
emozione .
Vinse molti “Best in Show”,
e diventò “Top Dog” fra tutte le razze….. Emma era un cane che sul ring
sembrava dicesse - “eccomi qui…guardatemi…”
Quando,
vinse il “Best in Show”, al Crufts , fu una emozione fortissima,
era meraviglioso, sia per me che per Mery,
pensate che lei non aveva mai vinto un raggruppamento al Crufts neanche
con il suo famosissimo “Gallipant”,
che è stato un grande Airedale.
10 anni dopo, Mery, (tra i pochi fortunati ad aver
vinto per una seconda volta il Gruppo Terrier in Crufts), raggiunse la
riserva del “Best in Show” !!!……… con una nipote di Emma!!!
Nella seconda metà degli anni ‘90 Mery
Swash
ed Io ci siamo accorte che occorrevano linee di sangue nuove e
allora abbiamo deciso di andare in USA per trovare qualcosa di buono…Nel
frattempo Francesca Cassin andò da Peter Green e mi disse di aver visto
un bel cucciolo….
Allora andai a trovare P. Green che mi regalò il
Campione Americano “Greenfield Captain Fantastic” a patto che fosse
esposto e usato come stallone nel mio allevamento e poi mandato in
Inghilterra a continuare la sua carriera.
É diventato ch. Italiano, Inglese e ha avuto grande
successo, è stato top dog nel 2000 sia in Italia sia in Inghilterra,
vincendo vari Best in Show.
“Greenfield Captain Fantastic”, nonostante la
sua genealogia anglo-americana ha molte caratteristiche del tipo inglese.
Ha coperto moltissime femmine di tutta Europa e ha
migliorato notevolmente la razza.
Attualmente “Captain”, si trova ancora in Inghilterra e
a Marzo ha vinto il suo terzo Crufts consecutivo, nella razza, mentre io
ho cominciato ad esporre un giovanissimo "Ginger Windsor" che a soli 9
mesi ha ottenuto la qualificazione per il Crufts del 2004, vincendo il BOB
all’ internazionale di Milano. |
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Ch.Bengal Rietbok Exstasy |
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Ch. Ginger Veronica |
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“Emma” Ch. “Ginger
Xmas Carol” |
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Mery Swash
con la nipote di Emma (rBIS al Crufts) |
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Ha allevato altre razze?
Quando Gian Giacomo
Gallavresi era in vita allevavamo insieme Airedale e Fox a pelo liscio, ma
dopo la sua morte io ho scelto di allevare solo Airedale, però mi è
rimasta la passione per il fox a pelo liscio che conosco molto bene.
Preferisce
allevare con molti soggetti o pochi?
Anche se può sembrare che abbia allevato tanti
soggetti, in realtà questi soggetti sono stati sì tanti, però in più di 50
anni di allevamento...
Ho sempre voluto avere pochissimi soggetti in
allevamento, non superando quasi mai una cucciolata ogni due anni.
Non ho mai avuto più di 10 adulti perché il mio modo di
allevare è...di tipo famigliare!
Ho sempre preferito seguirli
da vicino e non faccio mai mancare la mia compagnia, sono tutti in casa
con me e le stesse cucciolate le seguo nel salotto. L'Airedale Terrier non
è una razza commerciale, bisogna sempre pensare prima alla sistemazione
dei cuccioli.
Per quanto riguarda il
sesso predominante,ovviamente le femmine sono la base dell’allevamento e
sul ring mi hanno dato sempre…ottime soddisfazioni.
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Ch. Double Dutch of Clare |
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Con quale criterio seleziona i suoi accoppiamenti?
Naturalmente guardo i pedigree cercando di
accoppiare soggetti che si migliorino, ma penso sia fondamentale la
fortuna e io sono stata molto fortunata nell’allevamento.
Una particolarità è la scelta dei nomi:seguendo la
tradizione del dottore Gallavresi, che nel allevamento dei cavalli, 50
anni fa era già consolidata,seguo l'ordine del alfabeto per nominare
ogni cucciolata. Lo trovo un sistema molto pratico per ricordare
velocemente la collocazione di tutti i miei cani nei piani di
allevamento. Ora i Ginger hanno fatto 4 volte il giro dell’ alfabeto! |
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Ch.Drakehall Diadem
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Ch.Bengal Rietbok Exstasy |
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Se lei dovesse scegliere tra
due cani della sua razza quali sono le caratteristiche a cui darebbe
maggior importanza?
La testa è la parte a cui dò
più importanza. Infatti mi hanno più volte fatto notare le che i miei
soggetti hanno tutti una bella testa.
Negli stati Uniti la testa
non è fondamentale, forse sono io a sbagliare, ma la penso così.
Quale è stato il soggetto della
sua razza che più le è piaciuto in assoluto?
“Jokyl Gallipant” (anni ‘80)
e, se devo fare un altro nome, una femmina di nome “Bengal Springtime”
(anni ‘70)
Qual è l’emozione più forte che
ha provato in tutta la sua carriera cinofila in
allevamento o in expo.
Vincere il “BIS” al Crufts
con “Emma” (Ch. Ginger Xmas Carol) |
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BIS Crufts 1985 |
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Quando è diventata giudice?
Sono diventata giudice alla
fine degli anni ‘80
Qual è la expo più prestigiosa
da lei giudicata?
E' la expo più importante
per i terrier, quella di Montgomery USA, io l’ho giudicata l’anno scorso
dove ho fatto vincere il “Kerry Blue” che quest’anno ha vinto il
Westminster….
Dove giudicherà prossimamente?
La prossima expo che
giudicherò sarà in Svezia…. io giudico di più all’estero che in Italia. |
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Cosa pensa riguardo al divieto
(in alcuni paesi e persino alla mondiale di quest’anno) di esposizione di
cani con code e/o orecchie tagliate?
Il momento che m’impediranno
di tagliare la coda io smetterò di allevare, perché sicuramente con questa
normativa ci saranno molte più code operate ......e io penso sia peggio…
Il taglio della coda è poco
problematico per il cane mentre il taglio delle orecchie è una vera e
propria operazione e sono d’accordo per l’abolizione.
Come vede la sua razza
oggi,rispetto al passato?
Certamente c’è stata
un’evoluzione ....
All’epoca per gli Airedale
c’era anche la prova di lavoro per diventare ch. Italiano, perché la FCI
aveva deciso che non erano terrier, ma cani da difesa, questo per seguire
la teoria dei tedeschi che li usavano per tale scopo, sballando il
temperamento della razza.
Per me era sbagliato perché
un cane da difesa deve attaccare l’uomo mentre l’Airedale non deve
assolutamente attaccare l’uomo.
Tutto questo succedeva prima
che ci fossero i gruppi di oggi...
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Secondo lei,qual è il livello
della sua razza in Italia rispetto al Estero?
Leader della razza Airedale
è l’Inghilterra dove vi sono ottimi soggetti.
Ora in Italia non vedo
miglioramenti.
Negli USA vi sono stati
notevoli miglioramenti, infatti qualche anno fa i soggetti da me
osservati non sembravano Airedale. Ancora oggi ci sono comunque delle
differenze :le orecchie sono più grandi, la tessitura è differente, ecc.
La nazione dove ho trovato
più esemplari di Airedale, con mia sorpresa, è stata la Russia.
Ho giudicato recentemente ,
una “speciale” di razza , con 86 Soggetti presenti, di cui solo 2 o 3 non
erano da expo, tutti gli altri erano bei soggetti e tutti perfettamente
toelettati
La toelettatura nella mia
razza ha molta importanza: in Italia si segue la linea inglese; in Usa il
pelo è tenuto più corto per nascondere la tessitura "differente" |
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Il miglior Gruppo |
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Lei che ha conosciuto le expo
del passato e che ancora oggi espone e alleva,cosa ne pensa?
Ora siamo diventati dei
professionisti e lo ritengo molto positivo :oggi i cani sono presentati
puliti e in ordine….una volta si andava in expo come capitava… l’unico che
già allora si presentava in ordine era Luciano Bochese e infatti io
chiesi a lui di presentare il mio cane. In quel momento lui ha iniziato a
fare l’Handler professionista.
La figura del Handler la
trovo molto positiva e penso che ora in Italia abbiamo parecchi
professionisti.
Rispetto all’agonismo in expo
c’è stato un cambiamento: ora c’è molta più cattiveria dovuta alla
maleducazione delle persone.
.Ha qualche suggerimento da
proporre agli organizzatori?
Le expo si sono
migliorate, una volta le cose erano diverse, vi erano ring sporchi,
polverosi.
Sono rimasta molto sorpresa
all’expo di Tallin in Estonia dove dopo aver giudicato ci portarono un
foglio con tutti i BOB e tutti i vincitori dei ring d’onore ….
Ad esempio in Inghilterra ho
visto che Cathy Sartori, la presidente e organizzatrice dell’expo di
Windsor, una delle più belle expo, andava personalmente nei gabinetti a
vedere se erano puliti, ecc
All’estero molte expo sono
davvero perfette meravigliose per esempio …In Inghilterra, in Svezia, in
Norvegia, in Finlandia.
In Italia si può fare molto
di più…. |
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Cosa le piace di più delle
esposizioni?
Il bello delle expo è che
chiunque può vincere, nel ring siamo tutti uguali....Qualunque sia il ceto
sociale, e questo è ciò che più mi piace delle esposizioni.
Cosa pensa di Internet riguardo
la cinofilia?
Io penso che è sia fenomeno
positivo, per tutto, anche per la cinofilia. Io internet lo uso per
tantissimi motivi e ho anche due siti. |
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Quale è stato il suo primo
cane?
il mio primo Airedale fu una
femmina di nome Pasqualina, 50 cm al garrese, che mi regalò mio padre in
occasione della Pasqua del 46.
Ricorda la sua prima expo?
La mia prima mostra è stata
nel 1948 a Bellagio, con Pasqualina toelettata dal maniscalco del paese,
con una macchinetta per cavalli (a quell'epoca io ero totalmente ignorante
in materia)
Il Giudice era il Prof.
Solaro (figura altissima magrissima ieratica)uno dei fondatori dell’Enci
(è quello che ha scritto tutti gli standard delle razze italiana)
Egli indossava un
impermeabile di un colore indescrivibile, tutto a macchie e mi disse:" tu
cosa fai qui!....vai fuori" e io, che ero giovanissima, a questa frase mi
misi a piangere ed uscii dal ring.
Fuori c’era Titti Agazzi,
professoressa di Arpa, che come divertimento e hobby amava toelettare i
terrier.
Lei quando vide quella
bambinetta che usciva dal ring piangendo disse:" non piangere succede che
il tuo cane è toelettato male" Infatti il mio cane era toelettato come un
barboncino. Titti Agazzi mi disse poi :" vieni da me che ti faccio vedere
io come devi toelettare il tuo cane" e da quel momento mi prese sotto la
sua ala. Lei, all’epoca, toelettava i cani a tutti…
Ricordo anche che in questa
expo c’era una femmina “Indra dei Bavaresi”, della sig.Gianna Pozzi, la
suocera di Miglia Pozzi.
Comunque dopo quell’esperienza
il Prof Solaro non lo volli più avere come giudice.
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Il suo primo Successo?
Il mio primo successo fu
negli anni ‘50 quando fui premiata alla “speciale” di Milano dal “Club
Amatori Terrier” come la più giovane allevatrice |
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Il suo primo cane campione?
Il primo ch. Italiano era
un cane comperato e non di alto livello mentre il primo traguardo come
allevatrice è stato l’aver fatto il primo campionato Inglese nel ‘73 con “Ginger Let it be”, figlia di due Bengal (linea di sangue inglese) “Bengal Extasy”
e “Bengal Bandoola”, ma con affisso “Ginger”. Ricordiamoci che allora
erano obbligatori 6 mesi di quarantena, ciò voleva dire che il cane
doveva essere presentato da qualcun altro. Lei fu presentata da Erny Sharp
un famoso handler di tutti terrier e ora anche giudice. Dopo “Let it be”
ho prodotto altri 7 campioni Inglesi
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Ch.Ginger Let it be |
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La sua prima cucciolata?
La prima cucciolata l’ho
ottenuta con “Pasqualina” e con “Gigi dell’Ago” un cane che era iscritto
al loi, mentre Pasqualina era iscritta al lir
Di questa cucciolata ho
tenuto un cane di nome “Tony” con il quale, toelettato da Titti Agazzi, ho
cominciato a prendere degli eccellenti in expo.
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Un suo hobby (oltre i cani)?
Il giardinaggio, infatti mi
occupo personalmente della cura delle piante e dei fiori della villa
Un libro ?
L’ultimo libro che che ho
letto ” Io uccido” un giallo di G. Falletti
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Il giardino di Villa Sommi Picenardi |
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Una Expo attuale in Italia
o al estero?
In Italia, Milano
Un difetto?
Se c’è un difetto nei
cani è che vivono troppo poco… |
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Ha un portafortuna?
Io non ho mai avuto un
portafortuna, qualche volta notavo un numero più fortunato di un
altro...ma niente di più.
Un ricordo divertente?
A proposito di
portafortuna, ricordo che Mery Swash dopo aver vinto il “BIS” al
Crufs mi confessò che era andata a casa e aveva rimesso tutto quello
che aveva indossato il venerdì precedente, quando aveva vinto il
raggruppamento, ….perfino le mutande!!!
Ringraziamo
Alessandra Sommi Picenadi...... |
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Mery
Swash con le figlie mentre brindano per la vittoria di "Emma" |
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Copyright
© 2003 CIWEB
Ultimo aggiornamento:
16.09.2005
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