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E' da poco
finito il 2007 e Dragonheart ha vinto il
Trofeo della Cinofilia Italiana, il Trofeo Cajelli, raccontaci le tue emozioni.
Ultimamente
mi capita che leggendo le domande di
un’intervista, come in questo caso, nasce in
me una forte commozione …… è come un viaggio
indietro nel tempo in cui ripercorro con la
mente e con il cuore ogni momento, ogni
viaggio e spostamento, con tutte le gioie,
le incertezze, le emozioni che questo
portava con sé.
Tuttavia,
ricordo anche che la forza propulsiva di
ogni partenza era data dall’entusiasmo, la
passione e la determinazione di raggiungere
ciò in cui fermamente credevamo.
Per noi si
tratta più che altro di una VITTORIA MORALE
e non possiamo che ringraziare dal profondo
del cuore tutti i giudici che hanno
apprezzato così altamente le qualità del
nostro amato campione, così come tutti
quegli espositori, handlers e amici che
hanno vissuto insieme a noi questa
faticosa ma indimenticabile esperienza,
mostrandoci il loro sostegno, il loro
rispetto, la loro vicinanza emotiva.
Alla fine
non è stata solamente la vittoria di un
“singolo soggetto”, ma anche una vittoria di
“gruppo”, una vittoria collettiva ed è
proprio questo aspetto che dà quel valore
aggiuntivo per noi più significativo e
gratificante della vittoria in se stessa.
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Quale è
stata per te, la expo più difficile che hai
dovuto affrontare per conseguire questo
ambito traguardo?
C’è stata
un’esposizione in particolare che abbiamo
vissuto con una certa “inquietudine”,
l’Esposizione Internazionale di Genova. Al
di là del risultato raggiunto (3°
classificato nel Best in Show finale) che
obiettivamente ritengo sia un ragguardevole
risultato, è emerso dentro di noi il
“sentore”, la strana percezione di non
potercela più fare a raggiungere l’ambito
traguardo.
Era il mese
di novembre e mancavano solamente 3 expo
alla conclusione dell’anno espositivo …..
Dragonheart manteneva ancora il punteggio
più alto in relazione alla classifica
(ovviamente ufficiosa) del Trofeo Cajelli,
ma la situazione diventava alquanto
complicata ….vari fattori esterni giocavano
a nostro sfavore e la competizione sul ring
d’onore era diventata qualitativamente molto
alta.
Ricordo che
in quel momento una sensazione di sconforto
prevalse in noi, specie per il fatto che
eravamo oramai giunti alle ultime expo del
calendario espositivo e tanti erano stati i
nostri sforzi e sacrifici.
Tuttavia,
anche in questa circostanza, furono numerose
le parole di supporto, di incitamento a non
demordere e a continuare ad essere positivi
e ottimisti al di là delle varie difficoltà.
Oggi, a
posteriori, mi rendo perfettamente conto di
quanto sia IMPORTANTE la forza del “gruppo”,
rispetto a quella del “singolo”, in
particolar modo su un piano morale e
psicologico.
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Quanti
chilometri hai dovuto "macinare" e in quante
expo sei stata con Dragonheart nel 2007,
quanta è stata la fatica?
Nella prima
metà dell’anno non abbiamo partecipato a
tutte le expo internazionali, e a giugno
dopo l’expo di Torino e l’Euro Dog Show di
Zagabria (dove abbiamo partecipato con RED
BARON, figlio di DRAGONHEART, divenuto in
quell’occasione Campione Europeo 2007) ci
siamo concessi una pausa estiva di totale
assenza dal ring durata 3 mesi .
E’ stato
solamente a metà settembre che abbiamo
deciso, dopo una ponderata riflessione, di
intraprendere con serio intento e
determinazione la vera “corsa al Cajelli”.
Prima
di allora non esisteva alcun progetto od
obiettivo definito nella nostra mente, solo
la consapevolezza (già presente da lungo
tempo) di possedere un cane speciale, uno
stimabile rappresentante della sua razza e
un grande “show dog”, in grado di esprimere
alla massima potenza, ogni qualvolta
entrasse in un ring, il meglio delle sue
qualità sia morfologiche che caratteriali.
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