Patrizia

Guillermo

C.I.WEB  INTERVISTA  PIA PEDERCINI, GIUDICE INTERNAZIONALE E ALLEVATRICE DI DALMATA  CON AFFISSO "DELLA BELCORA" .....

 

 

Gluck

Ch Anja della Belcora
Ch Duca della Belcora
Ch Gluck della Belcora
Ch Hazel della Belcora "noisette"
Ch Irdally's Ninja  "nougatine"
Ch Ivan della Belcora
Ch Ludmilla della Belcora
Ch Nabucco della Belcora-ph.cicogna
Ch Ophelia della Belcora
Ch Salome della Belcora-ph.cicogna
Ch Salome
Nabucco
Irdally's Ninja "Nougatine"

.

1-Sig.ra Pia Pedercini, cominciamo con una domanda che riguarda il passato… ricorda il periodo in cui la razza Dalmata irrompeva  nel cinema mondiale con il famoso Film “ La carica dei 101 “, a casa sua c’erano già i Dalmata ? Insomma… come ha conosciuto la Razza ?

E’ proprio il film di Walt Disney il responsabile del mio innamoramento della razza. Portai i miei due figli, allora bambini, al cinema e da lì, nel modo più banale e scontato, nacque il mio interessamento… Acquistai un cucciolo maschio e poi una femmina. Dopo qualche tempo, più di trent’anni fa, produssi la mia prima  cucciolata… Da amatore, non conoscevo ancora il mondo della cinofilia.

2-In precedenza aveva altri cani ? conosciamo la sua passione per i Cavalli, sono arrivati prima i Dalmata o prima i Cavalli ?

Appena sposata, mio marito ed io costruimmo nelle brughiere del Parco del Ticino una scuderia  con otto box, per tenerci i nostri cavalli , cavalli per i quali  condividevamo la passione. Abitavo a Milano, ma il week-end eravamo lì, nei boschi, a montare in lunghe passeggiate accompagnati dai miei primi cani, due splendidi pastori tedeschi.

3-Non ci capita spesso di intervistare personaggi famosi della cinofilia, appassionati  di  cavalli, a lei cosa dà  in termini di convivenza un cavallo e cosa dà  un cane, in particolare il Dalmata ?

Non è paragonabile il rapporto cavallo-uomo con il rapporto cane-uomo. Non lo è perlomeno per me. Purtroppo - ed è un vero peccato - da noi ed anche nei paesi ippicamente più avanzati, come l’Inghilterra, il cavallo vive la maggior parte della sua giornata chiuso in un box: il suo rapporto con l’uomo si riduce a quando viene strigliato , sellato o bardato, e alle ore durante le quali l’uomo gli dà ordini attraverso le redini o gli speroni o il frustino. Qualche carezza sul collo, una carota e poi via nel suo box o in un recinto… Il cavallo ha un cervello più piccolo rispetto al cane, e raramente gli si dà la possibilità di svilupparne l’intelligenza dato che mai lo si tiene vicino come si farebbe col cane. Il cane invece, se gli si vuole bene, vive a contatto stretto coi suoi padroni, ne interpreta lo sguardo, comprende il suo umore, il tono della voce e la sua intelligenza può così svilupparsi in una intesa preziosa. In particolare, il Dalmata, come del resto ogni razza, ma soprattutto lui all’ennesima potenza, chiede e dà affetto, comprensione, attaccamento…Io soffro quando, a ragione o a torto, ne viene calunniato il carattere. Non è il “peluche” della “Carica”, il suo carattere è senz’altro anche un fatto genetico, ma per il 50%, in un cane così sensibile, dipende da come viene trattato, ossia dal padrone.

4-Lei  ha cominciato prima ad allevare il Dalmata, oppure ad esporlo, ci può raccontare com' è stato il suo percorso cinofilo, la sua prima expo ( ricorda il giudice e il risultato ), il suo passaggio da espositore ad allevatore ?

Li allevavo, ma solo per passione. Nel 1978 l’Enci mi concesse l’affisso. Per anni continuai a fare qualche cucciolata, con grande amore ma cercando soprattutto di produrre soggetti sani, belli e col giusto carattere. Visitai allevatori in tutta Europa ed anche in America. Il mio interesse per la razza aumentò con le prime importazioni di tre fattrici, ma ancora non mi avvicinai alle esposizioni fino agli anni ’80. Fu “Itto” acquistato in Croazia, il primo soggetto che esposi nel 1985, con risultati alti e bassi, non ci facevo gran caso, era un cane del tipo “braccoide”. Lo chiamavamo “Tito”: a noi di casa piaceva molto ed era diventato un membro della famiglia…

5-Come è stato il suo inizio come allevatore, la sua prima cucciolata, il suo primo cane campione, quali sono state le difficoltà che lei ha eventualmente riscontrato ?

Ho già detto del mio inizio come allevatore. Nel 1988, nacque la mia cucciolata in “G”, che seguiva le prime in “A”, “B”, ecc.. Dalla mia bellissima grande “Erika” e da un grande stallone “Cadoc v. Huis Dalmatho”, nacque con mia grande fortuna il mio straordinario “Gluck”. Con lui cominciarono in tutta Europo i successi in esposizione, e naturalmente ci presi gusto…Difficoltà? Nessuna, o forse inesperta com’ero e  senza malizia, navigavo serena incurante dell’ambiente.

6-Perché ha scelto per il suo affisso il nome Della Belcora ?

Semplice. E’ questo il nome che la località dove ha sede il mio allevamento ha sulle mappe catastali.

7-Può menzionare un evento e/o un risultato e/o una persona che abbia contribuito al suo successo o comunque alla sua crescita cinofila ?

Fu il dott. Mario Perricone a scoprire il mio Gluck e ad incitarmi e ad assistermi nelle mie prime esperienze cinofile. Verso di lui, grande maestro e grande persona, ho un grande debito di riconoscenza e di affetto.  

8-Noi oggi, abbiamo poche notizie sui Club di Razza, la loro storia, il momento in cui sono stati creati, come funzionavano allora, ecc, ecc, come è stato il suo primo incontro con il Club di Razza, oppure , come è stato il suo primo incontro con la Razza Dalmata “ istituzionale” ?

Fino al 1993, anno in cui la F.C.I, transferì la razza dalmata dal gruppo 9 della Compagnia al gruppo 6 dei Segugi, non esisteva e non poteva esistere un Club di Razza del Dalmata. Poi, con alterne vicende, si arrivò finalmente alla sua costituzione. Il Club venne riconosciuto ufficialmente dall’Enci.

9-Ci può descrivere la situazione ( di Club, di expo, di giudici, di quantità di numeri di soggetto iscritti, di numero di allevatori ) di allora ?

La razza godeva di buona salute, anche se il “bum” seguito alla “Carica” si era fortunatamente attenuato. In esposizione i Dalmata erano abbastanza numerosi. Gli allevatori si contavano anche allora sulle dita di una mano, ma con una tradizione alle spalle e con una produzione di qualità. I giudici, quelli di vecchio stampo ora purtroppo quasi tutti scomparsi, erano competenti anche perché, avendo l’oppurtunità di giudicare molti soggetti, potevano approfondire la loro conoscenza.

10-Oggi, come vede la sua razza in Italia ?

La vedo male. Le iscrizioni al ROI sono crollate. Più che mai la razza è oggetto di calunnie. Ne parlano male i veterinari perché il più delle volte ricevono in ambulatorio soggetti che sembrano squilibrati, restii a farsi toccare ecc. Ma di chi la colpa? Delle importazioni a raffica al tempo del cartone di Disney e dei padroni, che, come dicevo, non sanno gestire un cane tanto sensibile e nevrile.

11-Secondo lei, quale è il livello della sua razza in Italia rispetto all'Estero?

I pochi soggetti presenti nei ring d’esposizione sono buoni, soprattutto rispetto a quelli di molti paesi europei. Ma sono pochi, troppo pochi, per poter parlare di un buon livello generale della razza.

12-Più in generale, nota delle differenze tra la cinofilia italiana di 20 o 30 anni fa rispetto a quella attuale ?

Sì, moltissime differenze, per lo meno in Italia. E purtroppo negative. Meno sportività, educazione cinofila e di comportamento in generale. Soprattutto in esposizione.

13-Tre federazioni Mondiale e tre standard  per una sola razza….cosa ne pensa e nel caso della razza Dalmata le differenze sono notevoli ?

Le Federazioni sono tre ed ognuna ha il suo standard. Ma le differenze sono poche ed il Dalmata è in tutto il mondo sostanzialmente lo stesso. L’America accetta l’occhio azzurro ed è più intransigente per quanto riguarda il superamento della taglia, alcuni Paesi Europei ( anche l’Italia) sono molto fiscali nell’esigere una dentatura completa, ma, ad eccezione di queste differenze, gli standard sono uguali e in tutto il mondo il Dalmata è e deve essere lui, il “cane macchiato” per eccellenza.

A casa
Pia con Salome
Pia
I dalmati a casa
Block

Ch Navarro

della Belcora

Uanna della Belcora  "Ursella"
Tito
Podio
Le prime vittorie
Ludmilla 3bis
Rebecca 1bog
Ivan

Sidney AUS

Club Show 2001

Snowflake della Belcora "Sissi"
 

14-Se lei dovesse scegliere tra due cani della sua razza ( sappiamo che lei li giudica spesso non solo in Italia) quali sono le caratteristiche che darebbe maggior importanza ?

Dovendo scegliere tre due soggetti ugualmente meritevoli,  dò la priorità al movimento.

15-Quale è stato il soggetto della sua razza che più le  è  piaciuto in assoluto ?

Due anni fa ho avuto l’opportunità di giudicare un gran cane che è forse, ancor oggi, il più bel soggetto esposto nei ring europei: “Spotnik’s Special Selection” prodotto da Helle Hoie in Norvegia e proprietà dei Morgans in Olanda.

16-Per chi non lo ha conosciuto,  può descriverlo ?

Nessun cane è perfetto rispetto allo standard. Ma “Elvin” lo è quasi. Costruzione di sostanza ma elegante, bella testa mascolina ma non grossolana, bella macchiatura e, soprattutto, un comportamento nel ring con grande personalità, tranquillo e sicuro, che ne fa un vero protagonista.

17-Qual' è l’emozione più forte che ha provato ( positiva o negativa) in tutta la sua carriera cinofilia in allevamento o in expo ?

La vittoria del titolo di “Campione del Mondo” con “Ivan”, ad Amsterdan nel 1997.

18-Un suo cane da ricordare ? perchè?

Fu “Ivan”, il mio adorato insostituibile Ivan che sempre rimpiangerò. E non soltanto perché vinse moltissimo nei ring, ma per il suo carattere equilibrato, affettuoso…il mio grande, buonissimo, sicuro di sé Ivan. Ottimo riproduttore, mi lascia l’eredità di una femmina che è ancora con me, oltre ad innumerevoli suoi figli e nipoti.

19-Come dovrebbe essere il padrone ideale per un cane della sua razza ?

Affezionato, innamorato del suo cane, ma non debole e incline a concedergli tutti i vizi… Il Dalmata non sopporta e reagisce negativamente alle maniere forti, ma il padrone deve sapere affermare la propria autorità: il Dalmata, da furbacchione e un poco ruffiano qual’é, è pronto a mettere i piedi in testa al padrone…  

20-Cosa rappresentano per lei le esposizioni, per lei è importante partecipare o vincere ?

In esposizione l’allevatore ha l’opportunità di verificare la propria capacità di allevare bene. Se i soggetti da lui allevati vincono fino ad ottenere il titolo di campione, è la conferma che il suo sistema di allevare è corretto… Le esposizioni non sono, come purtroppo molti ritengono, delle frivole “sfilate”, ma hanno un notevole valore cinotecnico. Perciò ritengo sia importante vincere, ma solo, naturalmente, se la competizione è dura con soggetti davvero validi.

21-Quale consiglio si sentirebbe di dare ad un nuovo espositore e allevatore ?

Ad un allevatore consiglio di allevare poco, ma bene, approfondendo sempre più la conoscenza delle linee di sangue e dando grande importanza, nell’ordine, a salute, carattere e bellezza. Ad un espositore, di iniziare frequentando le esposizioni da spettatore, cercando di carpire le finezze e la tecnica degli handler più esperti.

24-Un giudice da ricordare ?

Il barone Renai della Rena. Anche se non specialista della mia razza, è per me un esempio di educazione, correttezza, signorilità verso gli  espositori, vincitori e non. 

25-Un allevatore ?

Tra quelli del passato, Annie Huisman in Olanda (“von Huis Dalmatho”).

26-Una esposizione particolarmente bella ?

Le Internazionali di Bellagio, bellissime per il posto e sempre bene organizzate.

 

INTERNET

Cosa pensa di Internet riguardo la cinofilia ?

E’ uno strumento utilissimo.

Cosa vorrebbe da internet per la cinofilia, sia come servizio sia come informazione ?

Vorrei trovarvi un maggiore impegno nel tentativo di aumentare le conoscenze zootecniche degli italiani. Ritengo che purtroppo in Italia vi sia molta ignoranza al riguardo. Vorrei trovarvi siti in cui si spieghi, si insegni, e si  divulghi come conoscere e rispettare gli animali ed il cane in particolare.                                      

Cosa le piace di più e cosa le piace di meno di Internet?

E’ un’arma a doppio taglio. Dipende da cosa vi si cerca.

Una libera opinione, (positiva o negativa)sul nostro sito internet ?

Il sito è ricchissimo e sempre aggiornato. Proprio questa ricchezza di informazioni e foto ne rende un poco difficile la consultazione.

 

I  PREFERITI 

Un suo hobby (oltre i cani) ?

Questo mio hobby è diventato a tempo pieno e non mi lascia il tempo per averne un altro.

Un amico cinofilo ?

Tanti e nessuno in particolare. Tutti coloro che amano i cani.

Un personaggio cinofilo con il quale vorrebbe cenare....e parlare di cani ?

Uno o due allevatori di dalmata inglesi.

Un giudice ?

Uno dei giudici specialisti della razza da molti anni. 

Un libro o un film ? Quale ? 

“James Herriot’s Dog Stories”

Una Expo attuale in Italia o all'estero ?

L’ “Internazionale di San Marino” a San Marino

Una critica ?

Qualsiasi, basta che sia costruttiva.

Un complimento ?

“I dalmata della Belcora si riconoscono da lontano”.

Un suo motto ? 

“Domani è un altro giorno…”

 Ha un portafortuna ? Quale ?

Un ciondolino a smalto con la testa di “Tito”, il mio primo Dalmata.

 

         GRAZIE Ciweb                

 

 

 

 

      HOME