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UNA QUATTRO GIORNI DI TERRIERS IN AMERICA
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E’ stata la mia prima volta da spettatore di Terriers in America e devo dire che è stato uno spettacolo magnifico. Nonostante Giovedì sia piovuto, sono ancora stupita dai numeri dei cani presenti, dalla loro bravura nel presentarsi e da quella dei loro handlers. Alcune razze potevano facilmente concorrere sui ring della vecchia Europa, altre addirittura sono state una vera e propria scoperta, vorrei vedere per esempio anche sui nostri ring la qualità veramente esaltante di 157 Fox Terrier a pelo liscio o dei 104 Bedlington inappuntabili e ancora di 174 Scottish terrier ed ancora di molte altre razze. Incredibile ma vero i meno rappresentati erano proprio gli American Staffordshire, razza autoctona ed evidentemente poco, si fa per dire, seguita. Fra i visitatori molti nomi conosciuti, inglesi e scandinavi, allevatori e giudici. |
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C’erano Bill Brown Cole (Travella ), Harry O’Donohue, Geoff Corish, Geir Pedersen che ad Hatboro giudicava Fox lisci e ruvidi, Peter Newman, Michael Gavin, Ingela Nilsson, Peter Forstad e molti altri. L’unica razza giudicata da un inglese (Ron Ramsey, Torum’s Kerry Blue) erano appunto i Kerry e questo l’ultimo giorno a Montgomery. Hatboro si è tenuta Giovedì e Venerdì, Devon il Sabato e Montgomery County la Domenica. |
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Devo anche ricredermi sulla qualità dei cani, per molto tempo si è detto che i Terrier americani sono diversi da quelli inglesi per tipo e per livello d’eccellenza, ma nel grande numero ci sono anche tanti cani tipici e belli, che si presentano da sogno ed a cui nessun presentatore sostiene la coda. Sono dressati in modo da presentarsi naturalmente, sempre attenti e… contenti. Anche dopo 4 giorni di esposizioni sembravano non risentire della fatica. Le razze che ho trovato fossero di alto livello sono state i Fox a pelo liscio che devo dire erano tutti in taglia, con begli anteriori, eccellenti inserzioni di coda ed angolature e gran movimento. A proposito, è da sfatare la leggenda che gli handlers americani facciano muovere i cani a velocità supersonica, anzi l’andatura è tranquilla e rilassata, molto adattata a quella naturale del cane al trotto. Mi sono piaciuti molto gli Australian, i Bedlington, gli Irish, i Norwich (150) che ho trovato migliori dei Norfolk, i Soft Coated, gli Skye ed i Welsh. Livello inferiore per gli Airedale, i Fox a pelo ruvido, i Bull Terrier che sono distinti come razze separate per colore, i Cairn, i West Highland White molto deludenti, bassi sugli arti ed in genere poco attraenti ed eleganti, i Kerry Blue che, anche se nell’insieme ben costruiti, in pochi avevano il colore giusto, i Sealyham, belli per costruzione e condizioni del mantello, ma tanti con orecchie inserite troppo alte, i Manchester che, anche se di ottima taglia, bel “pencil” e tanta eleganza, purtroppo con le orecchie amputate perdono la fisionomia e la tipicità della razza, gli Skye li ho trovati un po’ anonimi e ritengo che siano meglio in Europa. Devo anche spezzare una lancia in favore degli Scottish americani: è credenza comune per noi europei pensare che siano leggeri, stretti di torace ed alti sulle zampe, ma vi assicuro che fra i 174 presenti ce ne sono moltissimi che sono bassi sugli arti, con torace ben sviluppato, bel petto prominente e molto tipici. Ho sviscerato la cosa e sono arrivata a capire che lo stripping corto fino al livello dei fianchi, il non eccesso di peso e l’assenza di lunghe e voluminose frange li fa sembrare diversi. Ho anche notato che sono sempre di taglia contenuta, pur avendo una buona ossatura. Un aspetto piacevole e che spesso bisognerebbe riconsiderare anche nel piccolo mondo dei Terrier italiani è stata l’atmosfera non di rivalsa e di malevolenza, ma al contrario molto amichevole e di sana competizione di tutti gli espositori, handlers compresi, che pur perdendo un risultato a favore di un altro, abbracciavano con simpatia il vincitore e lo applaudivano sentitamente. La dimostrazione di ciò è stata il Lunedì verso mezzogiorno, quando Peter Green, il più famoso handler americano di Terrier e che nei 4 giorni non aveva avuto risultati eclatanti sul podio, ha invitato tutti ad un party in giardino a casa sua. |
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C’erano tutti i terrieristi stranieri, tutti gli handlers americani, da Bergit Kabel ex Coady ai componenti il “Dream Team” per festeggiare, con tanto di torta con dedica, il Best in Show di Montgomery 2004: Gabriel Ranger ed il Lakeland Ch. Northcote Delzar Serious Riot. E’ stata una bella giornata, in cui l’argomento principale erano i cani, anzi i Terrier e dopo aver mangiato gamberi ed aragosta, si è passati nel canile a vedere questo o quel cane, mentre un simposio su quale fosse il migliore dei cuccioli di Cracknor Cause Celebre, Norfolk Terrier e Top Dog in America, si era tenuto poco prima in giardino con ciascuno che dava la propria opinione in merito. Per finire, una foto di gruppo degli “europei”con l’inserimento di odierni cittadini americani, ma provenienti dal vecchio continente come Bergit Kabel (Svedese) ed il marito (Olandese). Una esperienza bella e positiva da ripetere il prossimo anno!!
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